
Compie 20 anni Ludobus, il furgone
carico di giochi, realizzati in legno o con materiale di
recupero, che da due decenni gira l’Italia riempendo piazze e
giardini. Oggi, in un’epoca di paure e isolamento,
l’anniversario suona come un invito a tutti, e soprattutto ai
bambini, a riappropriarsi degli spazi pubblici e delle città,
anche come luogo di crescita culturale, creativa ed emotiva.
“Il bambino è sempre più isolato in casa e sono drasticamente
diminuite le occasioni di gioco libero, in strada, al campetto,
al parco giochi: il Ludobus ha proprio la funzione di
normalizzare il gioco negli spazi pubblici. Il messaggio
politico è chiaro: la città appartiene anche ai bambini” dice
Simone Perina, attuale presidente della cooperativa Hermete, tra
i padri fondatori del primo Ludobus messo in moto nel 2006 con
la cooperativa sociale veneta Hermete per raggiungere i paesi
del veronese portando giochi ed educatori a bambini ed
adolescenti a cui le occasioni di gioco in strada erano
precluse.
Venti anni dopo il Ludobus continua a girare con un’ottantina
di giochi, una decina di educatori che si danno il cambio, e
ancora intatti fascino e valore. “Ieri come oggi c’è bisogno di
vivere in spensieratezza e libertà, e il gioco è qualcosa che fa
stare bene, che non richiede strutture o competenze, e consente
di entrare in relazione con i coetanei lì dove ci si trova.
Essenzialmente in strada, in spazi liberi e di tutti”, prosegue.
Il Ludobus, come trasporto di giochi nelle zone periferiche,
ha origine negli anni ’40 nei grandi spazi di Stati Uniti e
Australia, e si diffonde in nord Europa grazie all’impegno dei
pedagogisti di strada che lo trasformano in uno strumento
educativo con cui fare valere il diritto universale al gioco
dell’infanzia e per rianimare gli spazi pubblici sempre più
spopolati. Il primo Playbus viene viene organizzato e messo in
strada in Inghilterra. In Germania i primi Spielmobil nascono
all’inizio degli anni ’70 e dall’esempio tedesco il Ludobus
arriva in Italia, prima a Bolzano e poi a Verona dove è
diventato una celebrità in tutte le manifestazioni per famiglie
ma dal 2003 è, ad esempio, anche a Roma. Con alla guida degli
educatori di Hermete il Ludobus veronese è arrivato nell’Aquila
del terremoto, dove ha riportato tante famiglie alla normalità;
o al fianco dei ludobussari campani nei rioni fragili di Napoli,
dove l’infanzia è ostaggio del degrado; ha portato gioia nei
paesi più isolati delle montagne. Soprattutto ha cambiato
l’immagine delle attrazioni per bambini nelle feste di piazza.
Soffiate le candeline, il ventennale della nascita del
Ludobus sarà festeggiato a Dolcè (VR) in apertura del Festival
del Gioco con il convegno di pedagogisti ed educatori “La
rivoluzione del gioco” che si terrà sabato 18 aprile.
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Fonte Ansa.it