
L’Umbria del turismo registra un
calo degli alberghi al quale si accompagna però una crescita
consistente dell’ospitalità diffusa. La regione cambia,
lentamente ma in modo inequivocabile secondo quanto emerge dal
report realizzato da Unioncamere con la collaborazione della
Camera di commercio dell’Umbria, basato sui dati del Registro
delle imprese al terzo trimestre 2025 e sul confronto con lo
stesso periodo del 2021.
Il quadro nazionale fornisce il riferimento entro cui
leggere le dinamiche regionali. In Italia, negli ultimi quattro
anni, le imprese di “Servizi di alloggio di alberghi e simili”
sono diminuite del 5,2%, mentre quelle legate agli alloggi per
vacanze e soggiorni di breve durata sono cresciute del 42,1%,
con oltre 13mila imprese in più. Per la Camera di commercio “un
mutamento che segnala una ridefinizione strutturale dell’offerta
turistica, alimentata da soggiorni più brevi, viaggi più
frequenti, piattaforme digitali e da una domanda orientata a
soluzioni flessibili”.
Dentro questo scenario, l’Umbria mostra un profilo definito e
riconoscibile, collocandosi a metà strada tra le regioni a più
alta intensità turistica e quelle che faticano ad agganciare la
nuova domanda. Tra il terzo trimestre 2021 e il terzo trimestre
2025 le imprese alberghiere regionali sono scese da 458 a 420,
con un calo dell’8,3%. Un dato che colloca la regione al quarto
posto in Italia per contrazione, subito dopo Lazio (-13,3%),
Marche (-12,9%) e Molise (-10,1%).
Il calo degli alberghi – emerge dall’analisi – non equivale a
un arretramento della vocazione turistica regionale. Al
contrario, si accompagna a una crescita consistente
dell’ospitalità diffusa. In Umbria le imprese di “Servizi di
alloggio per vacanze e altri soggiorni di breve durata” passano
da 499 a 675 unità, con un incremento del 35,3%. Un valore
inferiore alla media nazionale, ma che colloca la regione
seconda nel centro Italia dopo le Marche (+44,1%), davanti a
Lazio (+34,8%) e Toscana (+18,7%).
Per Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio
dell’Umbria, “i dati del report mostrano con chiarezza che il
turismo sta cambiando e che le forme di ospitalità si stanno
diversificando rapidamente”. “È una trasformazione che va
governata – afferma -, non subita, perché deve garantire
equilibrio, qualità e sostenibilità dei territori. Le imprese
alberghiere operano all’interno di un sistema di regole,
investimenti e responsabilità che tutelano clienti e comunità
locali. È quindi fondamentale che l’evoluzione dell’offerta
avvenga in un quadro di concorrenza leale e di norme omogenee.
Solo così si può valorizzare l’intero sistema turistico
regionale senza penalizzare chi lavora nel rispetto delle
regole. La sfida è costruire un modello di sviluppo ordinato,
capace di coniugare innovazione, legalità e qualità
dell’accoglienza”.
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Fonte Ansa.it