
(ANSA) – PERUGIA, 06 GIU – Nella provincia di Terni i reati
predatori e quelli connessi allo spaccio ed al traffico di
sostanze stupefacenti sono quelli che destano maggiore allarme
sociale. Nel triennio 2019-2022 è stato registrato, in
concomitamza con la fase pandemica, un decremento nella
provincia del reato di furto nelle sue varie forme, del 21%.
Nell’ultimo anno, in confronto con lo tesso periodo dell’anno
precedente, sono aumentati gli arresti (130) e le denunce a
piede libero (poco più di 1.200). In armonia con tali numeri,
anche le statistiche relative ai reati consumati e denunciati.
E’ quanto è emerso in occasione della Festa dell’Arma, che è
stata celebrata nella sede del comando provinciale. Presente
anche il prefetto Giovanni Bruno, oltre a numerosi alunni delle
scuole Aldo Moro ed Orazio Nucola e al coro dell’Istituto
Angeloni. Nei 12 mesi trascorsi l’Arma ha svolto 18.759 servizi
di controllo del territorio, oltre 50 al giorno. “Di rilievo”
anche l’impegno espresso nei numerosi servizi volti alla tutela
dell’ordine pubblico, dalla gestione della pandemia alle
attività presso gli impianti per le competizioni sportive, al
controllo delle vie cittadine durante il fine settimana.
Nel settore della prevenzione e repressione dello spaccio,
nell’ultimo anno i militari hanno arrestato 48 persone e ne
hanno denunciate più di 100. Centoventi gli assuntori segnalati
alla prefettura. In totale sono stati sottoposti a sequestro
quasi 10 chilogrammi di sostanze stupefacenti. Il comando dedica
particolare attenzione alla prevenzione dei reati che
interessano in maniera preminente le “fasce deboli”, le persone
anziane ed i cosiddetti “reati di genere”. “Oggi – ha dichiarato
il comandante provinciale, col. Davide Milano – per noi
carabinieri è un giorno particolare, denso di significato nonché
momento di sintesi nel quale tracciare un bilancio di quanto
fatto, consapevoli dei nostri 208 anni di storia al servizio
delle istituzioni e delle cittadinanze. Ma è anche il giorno di
disegnare le linee programmatiche per affrontare le sfide
future, ciò che è ancora da fare, in particolare la tutela
dell’ambiente, il sano utilizzo della rete e dei social network,
la tutela delle fasce più deboli e tanto ancora”. (ANSA).
Fonte Ansa.it