Per le imprese ricettive della Toscana, l’estate 2025 dovrebbe riconfermare i numeri dello scorso anno, seppure con alcune ovvie disparità territoriali. Quattro ospiti su dieci saranno italiani; tra gli stranieri tedeschi, statunitensi e canadesi fanno la parte del leone. La permanenza media sarà di quattro giorni, ma sono in aumento i soggiorni brevi. Oltre sei prenotazioni su dieci provengono dai grandi portali di prenotazione sul web.In estrema sintesi, è quanto emerge dall’indagine previsionale* effettuata da Confcommercio Toscana e Format Research su un campione statistico di strutture ricettive della regione. “Nonostante i timori legati alla difficile congiuntura economica e politica internazionale, l’ospitalità toscana sembra reggere l’urto, come dimostra questa indagine svolta a stagione già avviata. Merito dell’appeal fortissimo che la nostra regione esercita su italiani e stranieri, ma anche della capacità dei nostri imprenditori di dare servizi e accoglienza di qualità”, dice il presidente di Confcommercio Toscana Aldo Cursano.“Si nota, semmai, una certa sofferenza del mercato interno, che porta ad un ridimensionamento dei tempi di permanenza e dei ricavi provenienti dai nostri connazionali, che sono molto cauti nella spesa e rispetto agli stranieri acquistano meno servizi accessori al pernotto”, aggiunge il direttore generale di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. Interessante anche il risultato del focus su modi e tempi di prenotazione e sui canali informativi utilizzati dai turisti: “Oggi quasi il 90% delle imprese ricettive toscane è presente sui portali di prenotazione online (OTA), segno di una digitalizzazione ormai consolidata del settore. A questo si affianca una crescente consapevolezza: l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nei suggerimenti di viaggio rivolti agli utenti. Essere visibili, ben recensiti e riconoscibili anche attraverso questi strumenti diventa cruciale. Le strutture che non riescono a farsi intercettare da questi nuovi meccanismi rischiano concretamente di essere tagliate fuori dal circuito delle scelte dei viaggiatori.Ecco nel dettaglio i risultati dell’indagine: TASSO DI OCCUPAZIONEOltre la metà degli imprenditori intervistati da Format Research prospetta tassi di occupazione invariata rispetto al 2024. Uno su quattro prevede un tasso di occupazione oltre il 90%, in particolare nella città di Firenze (30,1%), il 23,9% tra l’80 e il 90%, soprattutto nei comuni a prevalente vocazione culturale, storica e artistica (28,5%). Infine, il 27,8% stima un tasso medio di occupazione tra il 70 e il 79% e il 19% inferiore al 70%. Rispetto all’anno precedente, il tasso di occupazione è in aumento per il 23,3% delle imprese (di cui 6,4% con aumento sensibile), la maggioranza afferma, invece, che è rimasto stabile. Appena il 4% segnala un decremento importante del tasso di occupazione nella propria struttura. Complessivamente, osservando la differenza percentuale tra chi dichiara un aumento e chi una diminuzione, si rileva che rispetto al 2024 il tasso di occupazione nel 2025 è cresciuto nel 2% dei casi.PERMANENZA MEDIA DELLA CLIENTELALa permanenza media nelle strutture ricettive della Toscana è di 4 notti, con alcune differenze relative alla distinzione dei comuni secondo la vocazione turistica prevalente: a Firenze la permanenza media è pari a 3 notti, nei comuni con vocazione culturale, storica e artistica è di 4 notti e nei comuni con prevalente vocazione marittima o montana il numero medio di notti è pari a 5.Per il 60,9% delle imprese dell’ospitalità la permanenza media dell’estate 2025 è invariata rispetto a quella dello scorso anno; si rileva una tendenza in crescita verso soggiorni più brevi (26,1%), in particolare presso le strutture ricettive della città di Firenze (39,3%).PROVENIENZA DELLA CLIENTELAIn media, il 25% della clientela proviene da altre regioni italiane e il 12% dalla stessa Toscana. In ambito europeo, si rileva un 14% di turisti provenienti dalla Germania, mentre a livello internazionale incidono maggiormente i visitatori provenienti dal Nord America (Canada e USA) con l’11%.CANALI E TEMPI DI PRENOTAZIONEI portali Online Travel Agency, utilizzati dall’86,3% delle imprese, rappresentano la fonte principale delle prenotazioni per il 63,9% di esse. Seguono il sito web della struttura (84,3%), secondo canale per numero di prenotazioni generate nel 56,3% delle strutture e i più tradizionali telefono ed email diretta (81,3%), che rappresentano il terzo canale per numero di prenotazioni raccolte. I social media sono utilizzati dal 43,4% e il walk-in dal 35,4% che, prevedibilmente, generano quote di prenotazioni più contenute. Una prenotazione su tre è avvenuta oltre tre mesi prima della data di pernottamento prevista, ma per i soggiorni più lunghi, oltre 5 notti, si sale a otto su dieci. Il 36,1% delle prenotazioni avviene 1-3 mesi prima e il 21,7% 2-4 settimane prima del soggiorno. Appena il 4,6% delle prenotazioni sono last-minute, percentuale che, però, sale fino al 63% per soggiorni più brevi (fino a 2 notti). ANDAMENTO DEI RICAVII ricavi della stagione estiva 2025 sono invariati per oltre la metà delle strutture sia in riferimento alla clientela italiana che a quella straniera. I visitatori italiani sembrano però incidere meno, dato che il 30,2% delle imprese afferma che i ricavi da questa tipologia di clientela sono diminuiti. La situazione è inversa sulla clientela straniera che genera ricavi maggiori rispetto al 2024 per il 18,3% delle strutture.STRUMENTI DI VIAGGIO E INTELLIGENZA ARTIFICIALEOltre il 50% degli intervistati è a conoscenza del fatto che la propria struttura possa comparire nei suggerimenti di viaggio o essere recensita attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Il sentiment espresso a tal proposito mostra una spaccatura quasi a metà tra coloro che ritengono questi eventi una opportunità, seppur con alcune riserve, e chi invece teme il rischio di perdere il controllo sulle informazioni online della propria struttura.
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