
In occasione della prima di
Lucrezia Borgia, in programma il 28 gennaio alle 20, il Lirico
di Cagliari mette in mostra i figurini di Mario Sironi, che
potranno essere ammirati nel foyer di platea. Il percorso si
snoda lungo nove schizzi di costumi che l’artista – pittore,
scultore, architetto, illustratore e scenografo – nato a Sassari
nel 1885, disegnò per il melodramma di Donizetti nel 1933 quando
venne rappresentato al primo Maggio Musicale Fiorentino.
I bozzetti di scena sono andati perduti, ma i 61 disegni dei
costumi – di proprietà di un collezionista privato – sono stati
acquistati nel 2003 dal Consiglio regionale della Sardegna che
li ha esposti nel 2017. I modelli, semplici ed essenziali,
vivono soprattutto per i colori stesi in modo compatto e
frammentato che ricostruiscono via via le sagome dei personaggi,
rivisitando un antico abbigliamento in modo autonomo rispetto ai
possibili richiami rinascimentali. Questi schizzi sono
realizzati con matita e tempera, spesso accompagnati da appunti
esplicativi e da campioni di stoffe previste per la
realizzazione, ancora fermati con gli spilli.
L’attività teatrale di Sironi è quasi totalmente legata al
Maggio Musicale Fiorentino tra il 1933 e il 1950 e viene
considerata, in genere, secondaria rispetto alla vasta
produzione che va dalla primissima adesione al Futurismo fino
alla grande pittura murale. “In realtà Sironi – scrive
l’architetto e storico dell’arte Franco Masala -, sassarese di
nascita per via del padre ingegnere impegnato nella costruzione
del Palazzo Provinciale, fu sardo per pochissimi mesi (come un
altro ‘sardo’, il musicista Ennio Porrino) prima del
trasferimento a Milano e sostanzialmente non ebbe più rapporti
con l’Isola. È comunque gradito il ritorno ‘a casa’ che dà la
possibilità di cogliere un lato meno conosciuto dell’attività
dell’artista”. La mostra è aperta tutti i giorni fino all’1
febbraio e si avvale del patrocinio del presidente del Consiglio
regionale Assente da 141 anni da Cagliari, Lucrezia Borgia viene
replicata: giovedì 29 gennaio alle 19; il 30 alle 20; il 31 alle
19; domenica 1 febbraio alle 17.
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Fonte Ansa.it