
Collocare le macerie del crollo del
ponte Morandi nei luoghi d’origine delle 43 vittime per
trasformarle in un ‘museo diffuso’ come monito affinché una
tragedia del genere non si ripeta mai più. È la proposta
lanciata dal comitato dei parenti delle vittime del ponte
Morandi alla vigilia dell’ottavo anniversario di quanto accaduto
il 14 agosto 2018 alle 11:36 a Genova.
I resti del ponte, blocchi di calcestruzzo e trefoli, reperti
utili alle indagini nella maxi inchiesta sul crollo del
viadotto, potrebbero acquisire un nuovo significato, l’idea del
comitato è di portare un pezzo del ponte in ciascuno dei Comuni
dove viveva chi è morto nel disastro. “Un’idea embrionale per
ora – spiega la presidente Egle Possetti – e che si deve
concretizzare, vedremo come evolverà, ma il senso del progetto è
quello di allestire dei memoriali in ogni cittadina o città da
dove venivano le persone che il 14 agosto 2018 hanno perso la
vita”.
Secondo il comitato accanto a ogni reperto si potrebbero
installare pannelli informativi o interattivi o anche
semplicemente delle targhe per ricordare, insieme alle vittime,
anche la storia di quanto accaduto, il perché, le sorti
processuali, e tutto quello che possa contribuire a capire e a
fare in modo che una tragedia del genere non si ripeta.
I reperti principali, come l’ormai tristemente celebre ‘132’,
la parte finale di uno strallo della pila nove, quella crollata,
considerata la prova regina nelle indagini sul crollo del ponte,
resteranno all’interno del memoriale a Genova costruito sotto il
nuovo ponte San Giorgio. Possetti coglie l’occasione per
esprimere delusione in merito all’annunciata assenza del
presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla cerimonia
commemorativa in programma domani a Genova. “Dopo la sentenza
aspettavamo Meloni per la commemorazione”, commenta. Il governo
sarà rappresentato dal viceministro delle Infrastrutture Edoardo
Rixi.
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Fonte Ansa.it