
Quattro innesti mirati in questa
sessione di mercato per un Genoa che insegue la salvezza. A
spiegare le scelte il ‘chief of football’ Diego Lopez: “Il
mercato di gennaio è normalmente più per aggiustare che
rivoluzionare. Non è facile agire su una squadra che ha una
tendenza positiva e che sta lavorando bene”.
Tre gli obiettivi che Lopez si era prefissato ad inizio mese, “il primo era ottimizzare la squadra perché eravamo in troppi. E
tra i giocatori usciti il solo Thorsby aveva più del 30% di
minutaggio, mentre tutti gli altri non arrivavano al 10%. Il
secondo era quello di proteggere i pilastri della squadra che
avevano giocato di più. E lo abbiamo fatto con i nostri
giocatori più importanti che hanno ricevuto offerte ma li
abbiamo messi al centro del progetto. E come terzo obbiettivo
avevamo quello di aggiungere alla rosa elementi con
caratteristiche che mancavano e infatti abbiamo preso giocatori
con qualità differenti. Alla fine abbiamo mantenuto la forza del
collettivo e abbiamo aggiunto individualità, ma siamo il Genoa e
non ci accontentiamo mai” Quattro gli innesti: Bijlow, Zatterstrom, Baldanzi e Amorim,
ma la mossa più importante è stato trattenere i gioielli come
Norton-Cuffy, Ekhator e Frendrup. “Però non è stato difficile
farlo, perché abbiamo giocatori che sono felici a Genova e che
non hanno chiesto di andare via rimanendo peraltro sempre
concentrati sul campo. Avere giocatori del genere e di valore è
importante: ci sono state offerte ma abbiamo valutato che era
importante mantenere i pilastri della squadra e proteggere il
gruppo” ha aggiunto Lopez che ha sempre lavorato di concerto con
il tecnico De Rossi.
“Daniele ed io condividiamo ogni decisone. Quella che abbiamo
adesso é una duttilità che prima non avevamo. Il mercato che
abbiamo fatto permetterà alla squadra di avere una modalità un
po’ diversa anche grazie a giocatori come Amorim per il quale
abbiamo superato la concorrenza di molti club”, Benfica, Lione e
Sporting Lisbona su tutti.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it