
Sono 41, su un totale di 43
previste, le Case della Comunità che saranno attive in Abruzzo
entro il 30 giugno. Di queste, la maggior parte sono già attive,
mentre le restanti verranno inaugurate nei prossimi giorni. È
questo il quadro che emerge dai dati del Dipartimento Sanità
della Regione Abruzzo per quanto riguarda gli interventi
previsti dalla Missione 6 del Pnrr per il rafforzamento della
sanità territoriale nella regione. Del totale delle strutture,
due presentano criticità che ne hanno fatto slittare l’apertura:
si tratta di quella di Penne e di quella di Nereto. La seconda
sarà comunque operativa entro il 30 settembre.
Il piano iniziale prevedeva 40 Case della Comunità in
Abruzzo: undici per la Asl 1 (Avezzano Sulmona L’Aquila), 15 per
la Asl 2 (Lanciano Vasto Chieti), sei per la Asl 3 (Pescara) e
otto per la Asl 4 (Teramo). A seguito della rimodulazione del
Piano operativo regionale (Por), con lo stralcio di alcuni
interventi e l’inserimento di nuove progettualità, il totale è
salito a 43 strutture, così distribuite: undici alla Asl 1, 17
ala Asl 2, sei alla Asl 3 e nove alla Asl 4. Dal piano sono
stati stralciati gli interventi di Pescara e Montesilvano — per
i quali sono in corso valutazioni per una riallocazione su fondi
Fsc — mentre sono stati integrati cinque nuovi interventi:
Francavilla al Mare, Tollo, Popoli, Pianella e Vibrata-Nereto.
Sul fronte finanziario, il quadro Pnrr per le Case della
Comunità si attesta a 52,7 milioni di euro. Il finanziamento
originario era di circa 58,9 milioni, successivamente
incrementato a oltre 63,4 milioni grazie alle risorse del Fondo
Opere Indifferibili assegnate nel 2023 per far fronte agli
aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione. La
rimodulazione del Por ha poi rideterminato la dotazione
complessiva, con un saldo netto negativo di circa 6,1 milioni
derivante dagli stralci e dai nuovi inserimenti.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it