
(ANSA) – PESCARA, 10 OTT – Inserire il ristoro anche per
Comuni e Province per non tagliare servizi essenziali ai
cittadini e per non creare dissesti di bilancio. Questa la
richiesta congiunta da parte dei direttivi di Anci e Upi Abruzzo
in merito ai rincari delle spese energetiche nei bilanci dei
comuni e delle province.
“Anche nella nostra regione – spiegano in una nota Gianguido
D’Alberto e Angelo Caruso, rispettivamente presidenti di Anci
Abruzzo e Upi Abruzzo – la situazione è drammatica con
previsioni di spesa che raddoppiano del 100% la spesa storica.
I ristori previsti finora dal governo, 800 milioni di cui 510
ancora da erogare, coprono a malapena il 30% del fabbisogno
aggiuntivo. La stima di Anci Nazionale è che da qui a fine anno
ci sarà bisogno di trovare almeno un altro miliardo per i
nostri enti”.
Una condizione difficile. “Siamo di fronte ad un drammatico
dilemma – scrivono – in quanto o si usano le risorse ordinarie
per far fronte al caro energia e si tagliano i servizi per
scuole, opere pubbliche, assistenza sociale, attività culturali
o, poiché per i Comuni e le Province non è prevista la
possibilità di chiudere i bilanci in deficit, si determina il
dissesto finanziario”.
“La nostra richiesta – si legge ancora nella nota – è di
insistere sul completo ristoro con nuovi stanziamenti per gli
aumenti delle bollette e di avere tempi certi degli stessi visti
gli adempimenti di bilancio, assestamento e bilancio
preventivo”.
“Chiediamo – concludono – che sia prevista nei primi
provvedimenti la proroga delle scadenze di bilancio in maniera da consentire di programmare senza l’assillo di adempimenti a
cui non potere dare seguito”. (ANSA).
Fonte Ansa.it