Ci sono tutte le maestranze cinematografiche del Nordest in Tintoretto. L’artista
che uccise la pittura, documentario biografico che sarà proiettato nei cinema di tutta Italia dall’11 al 13 aprile 2022. Un progetto che arriva nelle sale grazie ad una coproduzione internazionale firmata dalla casa di video produzione trevigiana Zetagroup, assieme a Kublai Film (Venezia) e Videe (Pordenone) con la
partecipazione di Gebrueder Beetz Filmproduktion – in collaborazione con la rete televisiva franco- tedesca ARTE.
La regia di Erminio Perocco e le musiche di Carlo Raiteri e Teho Teardo accompagnano lo spettatore nei luoghi che videro Tintoretto muoversi e operare nella Venezia del Cinquecento, rievocando le atmosfere del tempo, le luci della città vibrante sull’acqua e i colori dei preziosi pigmenti che giungevano nella Serenissima come in nessun altro luogo e di cui Jacopo, figlio di un tintore, sapeva servirsi con straordinaria maestria.
Un progetto cinematografico che arriva nelle sale dopo la selezione ufficiale in importanti Festival internazionali di Film d’Arte come il FIFA di Montrèal in Canada e il Beirut Art Film Festival. Singolari i tableux vivant con i quali sono stati riproposti fedelmente le interpretazioni di alcune opere pittoriche.
Irrequieto e caparbio, determinato nella costruzione della propria carriera, Tintoretto volle contrapporsi allo stile e alle mode del tempo, giungendo per primo a sfaldare la pennellata, a usare il non finito, imponendo prospettive diverse all’interno di uno stesso quadro, soluzioni inattese e audaci che – coniugando le
esperienze della pittura, della scultura e dell’architettura – diedero vita a narrazioni complesse, storie che si svolgono dinnanzi agli occhi dello spettatore fino ad assorbirlo e a renderlo parte delle stesse. Sono la forza travolgente delle sue innovazioni, la potenza immaginativa, il tratto espressionista della sua pittura,
l’originalità assoluta con cui egli seppe interpretare le iconografie tradizionali che tanto piacquero ad artisti come Rubens ed El Greco, fino a Max Beckmann, Jackson Pollock, o Emilio Vedova.
Modernità e spirito rivoluzionario di una artista geniale che il film prova a investigare carpendo i suoi pensieri, i segreti della sua tecnica e gli studi preparatori e inquadrando il contesto storico e politico; ma anche attraverso i contributi di importanti studiosi e guests star – Robert Echols (curatore dell’ultima grande mostra internazionale sull’artista), Roland Krischel, Antonio Manno, Stefania Mason, Gabriele Matino, Miguel Falomir (Direttore del Prado di Madrid), Fabrizio Gazzarri, Mario Infelise, Roberto Mazzetto, Luciano Pezzollo, Jorge R. Pombo – e, soprattutto, scavando con la macchina da presa nelle sue opere
drammatiche e travolgenti: quegli enormi teleri realizzati per gli edifici pubblici veneziani, Scuole e Chiese, soprattutto, fino al Palazzo Ducale, cuore del potere e del governo cittadino.
Dal drammatico e rivoluzionario San Marco libera lo schiavo del 1548 alla Presentazione della Vergine al Tempio (1551 – 1556) realizzata per la Madonna dell’Orto; dalla monumentale Crocefissione (1565) della Scuola Grande di San Rocco alla strabiliante e gigantesca tela con il Paradiso (1588) per la Sala del
Maggior Consiglio nel Palazzo del Doge.
“La sua opera è immensa – disse Paul Cézanne di lui – include ogni cosa dalla natura morta fino a Dio; è un enorme arca di Noè; io mi sarei trasferito a Venezia soltanto per lui!”.
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