
E’ tutto pronto per l’abbattimento
dello scheletro di Grenfell Tower, il grattacielo di edilizia
popolare di Londra teatro nel giugno del 2017 di un incendio
devastante ai margini del quartiere del lusso di Chelsea che
costò la vita a 72 persone residenti, inclusi i giovani
architetti veneti Gloria Trevisan e Marco Gottardi. Epilogo
deciso non senza controversie dal governo laburista di Keir
Starmer nel febbraio scorso e destinato a compiersi nel giro di
due anni di lavori, a partire da questo mese.
Il progetto è stato giustificato a suo tempo dall’esecutivo,
a conclusione di consultazioni e dibattiti contrastati con
rappresentanti delle vittime e degli abitanti della zona, in
nome di ragioni “di sicurezza”. Non senza scatenare delusione e
proteste da parte della maggiore delle associazioni dei
sopravvissuti e dei familiari degli inquilini periti nel rogo:
favorevoli in maggioranza a un ristrutturazione ex novo della
torre, e con criteri diversi rispetto alla gestione speculativa
al risparmio bollata anche da un’inchiesta indipendente nel 2024
fra le cause di quella che fu di fatto “una tragedia annunciata”
(legata fra l’altro all’installazione di micidiali pannelli
decorativi a basso costo rivelatisi incendiabili). O almeno di
un intervento di conservazione e di trasformazione dello
scheletro in un memoriale, a fronte dei timori di un colpo di
spugna sul ricordo di quanto accaduto; nonché sulle
responsabilità attribuite sia alle negligenze delle autorità
politiche o amministrative e dei servizi di soccorso, sia
all’incuria delle aziende private subentrate gradualmente nella
gestione della struttura.
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Fonte Ansa.it