
Potremmo definirli “invisibili”,
anche se il termine non sembra del tutto appropriato. Perché
alcuni di loro sono indipendenti, escono di casa, fanno la
spesa, si recano dal dottore o all’ospedale. Insomma, si fanno
vedere, anche se non possono di fatto contare su nessuno. Ma ci
sono anche i fragili o i non autosufficienti per i quali la vita
può trasformarsi in un vero e proprio inferno quotidiano. Di
certo, tutti rientrano in quella categoria di persone che
rischiano di “andarsene” senza che nessuno se ne accorga, come
purtroppo succede sempre più spesso in una società in cui spesso
prevale l’individualismo.
Si tratta degli oltre 17mila ultra75enni veneti (percentuale
ricavata dal dato relativo al Nord-est Italia) che – secondo una
recente indagine dell’Istat elaborata con i dati del 2023 e
pubblicata lo scorso febbraio – vivono totalmente soli, senza
familiari o parenti, amici o vicini su cui fare affidamento.
“Pensare che 17mila anziani siano completamente soli non può
lasciarci indifferenti – commenta lo Spi Cgil del Veneto -. Se
consideriamo per esempio il tema della non autosufficienza c’è
da chiedersi come facciano queste persone a svolgere anche le
più elementari funzioni, soprattutto se economicamente
impossibilitate a richiedere adeguata assistenza. Ma anche per
un ultra75enne autonomo, recarsi per esempio all’ospedale da
solo, magari utilizzando un mezzo pubblico o un taxi, può
risultare difficile. Crediamo sia necessario che ogni Comune,
grande o piccolo, monitori questi soggetti più che vulnerabili,
fornendo quell’aiuto e quell’attenzione che non possono ricevere
da nessun altro”.
A livello territoriale la solitudine colpisce di più gli
ultra75enni che vivono in una città medio-grande. Qui il 3,5% è
totalmente solo. Va meglio nelle zone rurali e nelle piccole
città (2,5% per entrambe le aree), dove è anche più facile
creare relazioni. In ogni caso, concludono dallo Spi regionale, “la solitudine delle persone anziane rientra fra quelle
criticità che devono essere affrontate con una rete di
solidarietà coordinata però dalle istituzioni pubbliche e dalla
politica. Noi facciamo la nostra parte, come sempre, ma spetta a
chi governa il territorio individuare gli interventi mirati e
creare le condizioni ideali affinché nessuno nella nostra
regione possa sentirsi abbandonato, senza alcun sostegno o
supporto esterno”.
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Fonte Ansa.it