
“Questo continuo susseguirsi di
cambiamenti normativi rende il reclutamento dei segretari
comunali un terreno di crescente incertezza. Tutto questo in un
momento in cui, non solo questa figura manca, ma si rischia di
non avere queste professionalità per l’inizio della prossima
legislatura”. Inoltre si continua “a rinviare una riforma
generale degli enti locali e la previsione di un albo unico
della dirigenza della Pubblica Amministrazione”. Così la
coalizione politica Valle d’Aosta aperta in una nota.
“La giunta Testolin – si legge – continua a sorprenderci in
negativo con la gestione delle norme sui segretari comunali. Il
14 novembre 2023, questa maggioranza ha approvato la legge
regionale n. 22, introducendo nuove disposizioni per il
reclutamento dei segretari comunali valdostani. La norma
stabilisce che possono accedere all’Albo dei segretari comunali
i laureati magistrali in giurisprudenza, scienze politiche,
economia, o titoli equiparati, e coloro che, sempre con laurea
magistrale, hanno maturato almeno cinque anni di esperienza come
segretario di ente locale in Valle d’Aosta negli ultimi dieci
anni. Ma solo sette mesi dopo, il 24 giugno 2024, la stessa
maggioranza ha approvato la legge regionale n. 9, che
reintroduce il comma 5 dell’articolo 1 della legge regionale del
1998. Questo comma prevede invece che l’accesso all’Albo avvenga
tramite concorso aperto ai laureati magistrali con i requisiti
per l’accesso alla qualifica dirigenziale, previo superamento di
corsi di formazione specifici”.
“Durante la discussione della legge n. 9/2024, la nostra
consigliera regionale Erika Guichardaz aveva segnalato il
rischio di confusione normativa, vista la sovrapposizione con le
disposizioni appena approvate. Tuttavia, il presidente Testolin
ha proseguito senza alcuna modifica, portando la legge in
votazione. Ora, con il disegno di legge n. 171 per la ‘seconda
variazione al bilancio di previsione 2024-2026’, la giunta cerca
di rimediare. L’articolo 18 della proposta riporta nuovamente le
regole della 22/2023, ma introduce anche una riserva di quote
del concorso. Stupisce che tale riserva non sia prevista per chi
ha esperienza diretta come segretario, bensì a qualsiasi
dipendente di categoria D con almeno cinque anni di servizio
nella categoria immediatamente inferiore alla qualifica unica
dirigenziale, inclusi i docenti”.
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Fonte Ansa.it