
In materia di misure di sicurezza, “noi a questo punto stiamo anche valutando di proporre
(all’Unione ciclistica internazionale, ndr) qualcosa riferito
alla bicicletta, all’abbigliamento, al casco”. Lo ha detto il
presidente della Federazione ciclistica italiana, Cordiano
Dagnoni, intervenendo in collegamento telefonico in apertura
della tappa di oggi del 61° Giro della Valle d’Aosta, dopo la
morte mercoledì pomeriggio di Samuele Privitera, il ciclista
imperiese di 19 anni, caduto in gara a Pontey.
Per Dagnoni occorre “fare in modo che come succede negli
altri sport – parlo dello sci, dell’equitazione dove già c’è
l’airbag, nell’automobilismo, dove hanno messo questo roll bar
che vedete sulle auto, tutto sempre riferito alla sicurezza –
che magari a discapito dell’aerodinamica, del peso, e di tutto
quello che vogliamo, ci sia una maggior garanzia di sicurezza.
Ecco questo è un po’ quello a cui stiamo lavorando, poi gli
eventi della gara sono sempre imprevedibili. Noi abbiamo questo
sport che purtroppo ogni tanto ci mette davanti a questa dura
realtà”.
Il presidente della Fci ha ricordato che “come federazione,
in questo nuovo mandato, abbiamo istituito una commissione per
la sicurezza, un tavolo di lavoro composto da diverse figure
proprio per elaborare nuovi suggerimenti anche da dare
all’Unione ciclistica internazionale, perché noi ci adeguiamo,
ci adattiamo alle regole dell’Uci. C’è da dire purtroppo che il
nostro purtroppo non è uno sport a rischio zero. In allenamento
ci sono certi rischi, e sappiamo il traffico eccetera. La gara
invece sottopone gli atleti ad altri rischi”.
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Fonte Ansa.it