
“E’ inspiegabile e inaccettabile
che, a distanza di un anno dalla sua approvazione, il Documento
di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) delle
società Monterosa spa e Cervino spa, con i relativi allegati
tecnici, non sia tuttora accessibile. È altrettanto grave che,
nella sede della massima istituzione regionale, venga
rappresentata una realtà dei fatti non rispondente alla
documentazione disponibile”. E’ quanto si legge in una nota
dell’Associazione Ripartire dalle Cime Bianche che chiede
formalmente la sospensione dell’iter in corso, la pubblicazione
integrale del Docfap, e la verifica preliminare della
compatibilità con il DM 17 ottobre 2007.
“Il procedimento in oggetto – si legge in una nota – risulta
viziato ab origine per la mancata verifica preliminare della
compatibilità dell’intervento con il DM 17 ottobre 2007, recante ‘Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di
conservazione relative a Zone speciali di conservazione (Zsc) e
Zone di protezione speciale (Zps)’. Il citato decreto
costituisce normativa statale cogente e direttamente
applicabile, vincolante per Regioni ed enti attuatori, ed è
finalizzato a prevenire il deterioramento degli habitat naturali
e il disturbo significativo delle specie per le quali i siti
Natura 2000 sono stati designati”. Inoltre “il Docfap
costituisce atto presupposto obbligatorio ai sensi del D.Lgs.
36/2023″ e “la sua mancata pubblicazione determina
l’impossibilità di esercitare una partecipazione informata e
integra un grave vizio procedimentale”.
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Fonte Ansa.it