
La società Rav, che gestisce il
tratto di autostrada A5 Aosta-Monte Bianco, nel bilancio 2024 ha
per la prima volta sospeso gli ammortamenti su una parte di
infrastrutture, i “beni devolvibili”. Sale così a 12 milioni 764
mila euro l’utile netto di esercizio, che senza questa scelta
contabile “risulterebbe pari a circa 0,7 milioni di euro”, si
legge nel documento.
Complici anche la chiusura autunnale del traforo del Monte
Bianco per lavori alla volta e i divieti sul viadotto Camolesa,
i transiti nel 2024 sono calati del 5% rispetto al 2023 (quando
l’utile fu di 477 mila euro): dati negativi (-18,4%) soprattutto
per i mezzi pesanti (da 874,62 mila a 713,777 mila) e quasi
stabili (-0,6%) per quelli leggeri (da 2,638 milioni 2,622
milioni).
Nel bilancio si legge che la società Rav, controllata
indiretta di Autostrade per l’Italia, si trova a operare “sulla
base di una concessione il cui Piano economico finanziario da
tempo non è più rispondente al contenuto delle obbligazioni che
il concessionario è tenuto ad adempiere, avendo a riferimento
solo gli investimenti previsti in origine e relativi al periodo
2009 – 2013 e con tariffe ferme dal 2019 al 2023, incrementate
del 2,3% soltanto nel 2024”. Nessun aumento è stato disposto per
il 2025, a fronte di una richiesta del 22,41 per cento.
Per “limitare gli incrementi tariffari così come evidenziato”
dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Rav ha
proposto anche altri “strumenti” con l’obiettivo di “ottenere il
riequilibrio concessorio” (la concessione scadrà a fine 2032):
l’introduzione del “valore di subentro” e la “previsione di
contributi pubblici agli investimenti”.
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Fonte Ansa.it