
Un complesso intervento al cuore, in
particolare per una ablazione transcatetere di fibrillazione
atriale parossistica, portato a termine con successo al reparto
Cardiotoracovascolare del Santa Maria di Terni.
Il team di Aritmologia diretto dal dottor Giovanni Carreras –
con la collaborazione dei dottori Stefano Donzelli, Ludovico
Lazzari, Giampaolo Marini e delle dottoresse Alessandra Tordini
e Federica Di Meo, con il contributo di due specializzandi, il
dottor Alessandro Volpe e il dottor Marco Rapaccini – ha
trattato un paziente con fibrillazioni atriali
parossistiche-persistenti che non rispondevano al trattamento
farmacologico convenzionale.
Il paziente in questione – spiega una nota dell’ospedale –
aveva una variante anatomica denominata “situs viscerum
inversus”, per cui gli organi interni sono posizionati in
maniera speculare all’interno del torace e dell’addome. Il cuore
normalmente posizionato a sinistra in questo caso è orientato
verso destra, condizione che viene denominata comunemente
destrocardia. Attualmente sono rarissimi al mondo i pazienti
con questa variante anatomica trattati mediante la nuova tecnica
ablativa Pfa, che eroga stimoli elettrici ad elevato voltaggio
determinando una lesione selettiva delle aree intorno allo
sbocco delle vene polmonari.
Il paziente è stato sottoposto ad una attenta analisi
anatomica mediante una Tac con contrasto che ha evidenziato le
possibili criticità, identificando in primo luogo le difficoltà
che si presentano nel condurre la delicata manovra di puntura
del setto interatriale in condizioni di assoluta sicurezza e
successivamente nell’identificare in maniera accurata le aree
anatomiche interessate dalle lesioni.
Nell’intervento, portato avanti anche con il supporto
anestesiologico guidato dalla dottoressa Giulia Valletta, con
l’equipe infermieristica formata dagli infermieri di sala Sonia
Cameli, David Lisi e Valentina Accettoni, si è deciso di
intervenire avvalendosi di un doppio controllo ecocardiografico
sia intracardiaco che transesofageo, utilizzando la tecnologia
Carto, che ha permesso di ricostruire virtualmente l’anatomia
del paziente e di guidare in sicurezza il catetere Varipulse.
“Si tratta di un intervento – spiega il direttore generale
del Santa Maria, Andrea Casciari – che dimostra ancora una volta
quanto la nostra azienda sia all’avanguardia anche per
operazioni delicate e rare come questa, a dimostrazione che gli
investimenti in formazione e strumentazioni portano a risultati
concreti, che innalzano il livello delle cure”.
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Fonte Ansa.it