
Sono accusati di avere
raggirato oltre trentamila investitori in tutto il mondo,
generando guadagni per oltre 36 milioni di euro attraverso una
moneta virtuale, 25 persone alle quali la Procura di Spoleto ha
notificato l’avviso di conclusione indagini.
Truffa, abusivismo finanziario, autoriciclaggio e
appropriazione indebita i reati a vario titolo ipotizzati
secondo quanto riporta la TgR Rai dell’Umbria.
I guadagni venivano promessi agli investitori presentando il
DT Coin, moneta virtuale il cui valore garantito, prima
attraverso i diamanti, poi con il commercio dei Big Data,
avrebbe fruttato interessi fra il 5 e il 12% a seconda
dell’entità dell’investimento. In realtà, stando all’indagine –
riporta la TgR -, di garantito c’erano solo gli affari per la
rete commerciale.
Una presunta truffa ricostruita attraverso il lavoro dei
nuclei speciali di polizia valutaria di Milano, Roma e Perugia,
e della guardia di finanza del capoluogo umbro. Secondo gli
inquirenti attraverso varie società con sede in Italia,
Inghilterra e Malta, la rete di un informatico romano ma
residente a Cascia, aveva creato un ecosistema virtuale fatto da
siti internet, app e canali Telegram che promuovevano l’acquisto
del DT Coin.
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Fonte Ansa.it