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Per Confindustria l’Umbria ha bisogno di un salto di qualità sulle infrastrutture

Confindustria Umbria prende
posizione sulla questione delle infrastrutture. Per il
presidente regionale dell’associazione degli industriali,
Gimmarco Urbani, “l’Umbria ha bisogno di un salto di qualità sul
terreno delle infrastrutture”. “Oggi più che mai occorre una
visione integrata, capace di tenere insieme infrastrutture
materiali e immateriali, mobilità, logistica, servizi e
innovazione” sostiene. “L’Umbria – afferma Urbani – non può
permettersi di restare ferma. Servono scelte chiare, una
programmazione coerente e una visione capace di leggere insieme
mobilità, logistica e trasformazione digitale. È anche da qui
che passa una parte importante della competitività futura della
nostra regione”.
    Secondo Confindustria, che ha diffuso una lunga nota, il
ritorno del Nodo di Perugia al centro del confronto pubblico e
istituzionale “riporta in primo piano” una questione che
considera da tempo strategica per il futuro della regione:
quella delle infrastrutture e della qualità delle connessioni.
    “Il dibattito riapertosi in questi giorni conferma infatti
quanto l’Umbria continui a scontare ritardi che incidono in modo
diretto sulla vita dei cittadini e sulla competitività delle
imprese” sostiene in una nota.
    “Oggi più che mai – ha affermato Urbani – occorre una visione
integrata, capace di tenere insieme infrastrutture materiali e
immateriali, mobilità, logistica, servizi e innovazione”. In
questa prospettiva, secondo Confindustria Umbria, “restano
centrali alcuni dossier che da tempo attendono risposte
concrete”, a partire dalla viabilità nell’area perugina, dal
ruolo strategico dell’aeroporto San Francesco e dal
rafforzamento delle reti digitali, soprattutto nei territori che
ancora scontano un deficit di connessione e accessibilità.
    Tra le priorità indicate il Nodo di Perugia, che
Confindustria Umbria ritiene “necessario per decongestionare il
traffico intorno al capoluogo e ridurre una pressione che, oltre
a generare frequenti disagi, incide in modo evidente sulle
condizioni di sicurezza della circolazione”.
   

Anche il collegamento dell’Umbria alla rete ferroviaria veloce viene definito un passaggio strategico. Confindustria Umbria ricorda di avere sempre sostenuto la necessità di realizzare una stazione che consentisse alla regione di agganciarsi all’Alta Velocità, considerandola una infrastruttura fondamentale per superare l’isolamento del territorio e rafforzarne competitività e attrattività. “In questo quadro, l’ipotesi della stazione Medio Etruria in località Creti continua ad apparire la soluzione più funzionale per servire in modo adeguato il bacino umbro” è detto ancora nella nota. Allo stesso modo, l’aeroporto San Francesco “va considerato sempre di più come una infrastruttura di sistema, importante non solo per il turismo ma anche per il collegamento dell’Umbria con i principali circuiti economici e relazionali”. Secondo gli industriale la competitività dell’Umbria si gioca oggi anche sul terreno delle infrastrutture immateriali. “Il digitale oggi – sostengono – non è un tema separato dalle infrastrutture, ma una componente sempre più essenziale del loro funzionamento: perché rende più efficienti la mobilità, la logistica, i servizi e la capacità stessa dei territori di restare connessi e competitivi. Soprattutto in un contesto come quello umbro, segnato dall’invecchiamento della popolazione, dalla riduzione della forza lavoro disponibile e da una presenza particolarmente significativa di residenti nei piccoli comuni, la qualità della connettività digitale, la diffusione della banda ultra larga, la possibilità di collegare in modo efficiente aree urbane e aree interne diventa infatti un fattore decisivo per far incontrare imprese, lavoro e competenze, ma anche per la coesione sociale e per la possibilità di contrastare marginalità e spopolamento”. Per Confindustria Umbria, dunque, “non si tratta di sommare richieste o rilanciare singoli dossier, ma di ricondurre il tema delle infrastrutture dentro una strategia di sviluppo più complessiva”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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