
“La proposta di ricoprire con
pannelli fotovoltaici porzioni significative del Trasimeno
lascia francamente sconcertati. Non è certo questa la strada per
tutelare il nostro lago né può essere considerata una soluzione
di buon senso quella di alterarne il paesaggio e comprometterne
le molteplici funzioni per inseguire una produzione energetica
che può essere realizzata altrove, utilizzando infrastrutture
già esistenti e senza consumare suolo”. E’ quanto sostiene in
una sua nota il capogruppo della Lega alla Regione Umbria,
Enrico Melasecche.
“Nell’estate 2024 – prosegue – dopo aver fatto realizzare,
quale assessore al dissesto idrogeologico, la pulizia del canale
Anguillara, adduttore del Trasimeno, non senza molteplici
resistenze, dato che quel corso era completamente intasato da
una vegetazione rigogliosa, fra cui pioppi adulti alti anche
dieci metri che impedivano quasi completamente l’afflusso
dell’acqua, ho cercato di approfondire il tema della
realizzazione di impianti fotovoltaici su alcuni corsi d’acqua,
nonostante il tema dell’energia non facesse parte delle mie
deleghe. Avevo però quella al dissesto idrogeologico che
comprendeva l’officiosità idraulica dei fiumi, per i quali il
tema della pulizia dei letti è da sempre argomento all’ordine
del giorno di addetti ai lavori e appassionati. Nella ricerca di
soluzioni che potessero ridurre i costi della pulizia periodica,
sono riuscito ad approfondire alcuni casi di impianti realizzati
su canali idraulici, soluzione avviata con successo da vari
operatori del settore, fra cui quello poi realizzato nel 2025
dalla stessa società umbra con cui avevo preso all’epoca
contatto, la Sentnet srl, che ne ha costruito uno a Narzole, in
provincia di Cuneo, con una potenza di 1 Mw, mediante la
valorizzazione di un canale lungo circa 930 metri e largo 8
metri”.
“Questo intervento – spiega Melasecche – inserito in una
configurazione di Comunità energetica rinnovabile (Cer), integra
la produzione di energia pulita con una pista ciclabile e un
sistema di illuminazione artistica, trasformando
l’infrastruttura energetica in un percorso sostenibile, fruibile
e di interesse paesaggistico. La soluzione consente di produrre
energia rinnovabile senza ulteriore consumo di suolo e
contribuisce alla riqualificazione ambientale e funzionale
dell’area. Analoga soluzione stavo valutando per l’Anguillara,
realizzato a fine anni ’50 del secolo scorso, lungo
complessivamente 16,9 chilometri, largo 7,30 metri. Tenuto conto
che lungo tutto il percorso ci sono ponti e attraversamenti
vari, ipotizzando quindi una lunghezza utile di 15 km, vi si
potrebbe, fatte le opportune verifiche tecniche di dettaglio,
realizzare uno o più impianti da circa 15 Mw complessivi, per
circa 12 ettari di pannelli, senza consumo di suolo, facendo
carico al realizzatore dell’officiosità idraulica e quindi della
pulizia sottostante”.
“Si tratta di una soluzione concreta – osserva – che consente
di affrontare contemporaneamente la produzione di energia
rinnovabile e la manutenzione di un’infrastruttura idraulica
strategica, senza trasformare il Trasimeno in una distesa di
pannelli”.
“Avevo anche analizzato ipotesi da realizzare su linee
ferroviarie – afferma ancora, fra l’altro, Melasecche – come
quella sulla Fcu in corso di totale ricostruzione, ma scartata
al momento per problematiche rilevanti di altro tipo che ne
avrebbero ritardato di anni la riapertura. L’ipotesi del
fotovoltaico flottante sul lago non era neanche stata presa in
considerazione per ragioni di una evidenza assoluta, a
cominciare dall’aspetto paesaggistico e da quello funzionale”.
“Trovo incredibile – è detto ancora nel comunicato – che
certi soggetti facciano battaglie di principio per impedire la
realizzazione di fotovoltaico su aree agricole e su crinali
visibili delle nostre montagne per poi sostenere, con una certa
faciloneria, la copertura di porzioni importanti del Trasimeno,
fra l’altro interessato alla piscicoltura, al transito di
traghetti, idrovore, natanti a vela e a motore legati ai flussi
turistici che verrebbero nel caso fortemente penalizzati,
costringendo il nostro maggior lago a perdere le caratteristiche
di bellezza che tutti conosciamo.
Il passo poi per realizzare gli stessi impianti sul lago di
Piediluco sarebbe breve, ma da scartare in modo assoluto.
Molto diverso è il caso dei laghetti collinari realizzati dai
consorzi di bonifica di pochi metri quadrati con fotovoltaico
flottante che consente di produrre energia elettrica utilizzata
innanzitutto per riportare l’acqua in quota”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it