
“In politica i numeri contano, ma
anche le regole. La Lega sicuramente deve interrogarsi sul
consenso perduto, ma c’è un punto dal quale non si può
prescindere: Matteo Salvini è stato confermato per acclamazione
segretario federale con un mandato fino al 2029. Oggi serve
unità, non una resa dei conti”.
Così l’avvocato di Termoli Michele Marone, consigliere giuridico
del vicepremier Matteo Salvini e assessore regionale del Molise.
“Oggi la domanda utile non è chi debba pagare, ma quale Lega
serva all’Italia. Il Paese del 2026 non è quello del 2019: sono
cambiati il centrodestra, gli equilibri elettorali, le priorità
di famiglie e imprese. Pensare che tutto possa essere spiegato
con il nome del segretario sarebbe una lettura troppo comoda di
una trasformazione più profonda. Serve tornare a rendere
riconoscibili le nostre battaglie: autonomia, sicurezza,
infrastrutture, lavoro, imprese, famiglie, pace fiscale, piccoli
Comuni e aree interne – dichiara, in una nota, Marone -. Credo
che alla Lega servano meno personalismi e più politica. Unità
non significa silenzio né pensiero unico: significa discutere,
correggere ciò che non funziona e poi lavorare nella stessa
direzione. Il compito, adesso, è recuperare fiducia”.
“Salvini – conclude l’assessore molisano – non è solo il
segretario della Lega. È vicepresidente del Consiglio e ministro
delle Infrastrutture in un governo che ha ancora impegni da
portare a compimento. La responsabilità verso gli elettori viene
prima delle dinamiche interne”.
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Fonte Ansa.it