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Dal Serafico di Assisi la “cura sospesa” per i disabili

(ANSA) – PERUGIA, 19 APR – Un fondo di 200mila euro, che
funziona come una “cura sospesa”, è l’obiettivo iniziale che si
prefigge di raggiungere il ‘Progetto #inAiuto’, promosso
dall’Istituto Serafico di Assisi, per erogare prestazioni
sanitarie gratuite a ragazzi con disabilità grave e gravissima.
    Il centro di eccellenza assisano – che promuove e svolge
attività riabilitativa, psicoeducativa e assistenza
socio-sanitaria per bambini e giovani adulti con disabilità
fisiche, psichiche e sensoriali – ha lanciato così la propria
strategia “per rivoluzionare l’approccio all’assistenza”, come è
stato ricordato stamani durante la presentazione a Perugia, a
palazzo Cesaroni, dalla presidente del Serafico, Francesca Di
Maolo.
    Un fondo “sospeso” (si ispira al piccolo ma significativo gesto
di solidarietà della tradizione partenopea noto come “caffè
sospeso”, con una seconda tazzina che rimane a disposizione di
una persona che altrimenti non potrebbe permettersela) pronto
quindi a intervenire tempestivamente per dare sollievo alle
famiglie delle persone con disabilità: come un “ponte” per
colmare distanze economiche e sociali con quanti, per diversi
motivi, non riescono ad avere risposte dal sistema sanitario
nazionale e come una “casa” in grado di abbracciare anche la
vita dei genitori.
    A sostenere e alimentare il fondo saranno cittadini, imprese,
associazioni e chiunque vorrà contribuire a questo grande
salvadanaio: “Il progetto – ha spiegato ancora Di Maolo – nasce
quindi per dare una risposta a tutte quelle esigenze che abbiamo
incontrato strada facendo, quelle difficoltà che quotidianamente
affliggono le famiglie alle quali siamo stati accanto in tutti
questi anni”.
    Uno strumento che pertanto si rivolge alle persone con
disponibilità economiche, sociali e di rete molto limitate e che
si trovano con un disabile a carico. Ma i margini di intervento
del fondo #InAiuto arrivano ad affrontare alcuni tra i maggiori
problemi che riguardano il settore dell’assistenza e della cura
alle persone con disabilità e il supporto alle loro famiglie.
    Primo fra tutti, “quello legato alle farraginosità burocratiche
e ad un welfare che non riesce più a dare risposte adeguate
lasciando sole tante famiglie nel prendersi cura dei figli”.
    (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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