
“L’Umbria intera è in ginocchio, stretta nella morsa di una viabilità al collasso che sta compromettendo la quotidianità di migliaia di persone”: lo sottolinea il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc), secondo il quale “è necessario un confronto immediato tra le istituzioni e Anas”. “A soffrire maggiormente di questo blocco – afferma Arcudi in una nota della Regione – è il capoluogo, Perugia, trasformata in un nodo critico dove la circolazione stradale è ormai ai limiti del sostenibile. La situazione è sotto gli occhi di tutti: cantieri aperti ovunque e gallerie chiuse h24 hanno generato un vero e proprio incubo per i pendolari e per chiunque debba spostarsi per lavoro o necessità. Percorrere le arterie stradali umbre è diventata un’impresa che richiede tempi di percorrenza estenuanti: il collegamento tra Montefalco e Perugia supera ormai le due ore e mezza, mentre il tragitto da Ponte San Giovanni a Madonna Alta si è trasformato in un calvario di oltre un’ora”. “Siamo di fronte a una paralisi che coinvolge tutta l’Umbria – continua – ma che vede Perugia come epicentro di un disagio che non può più essere tollerato. La gestione dei lavori è totalmente priva di una programmazione efficace. È inaccettabile che i cittadini debbano subire disagi di questa portata senza che vi sia un coordinamento adeguato o una chiara informativa sui tempi. L’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni regionali e comunali, unitamente a una gestione dei cantieri Anas che appare ormai insostenibile, solleva interrogativi urgenti: chi si assume la responsabilità di questa paralisi?”. Secondo Arcudi, come detto, “è necessario un confronto immediato tra le istituzioni e Anas per trovare soluzioni che possano alleggerire il carico del traffico, garantendo la sicurezza e la fluidità necessarie per una regione che non può permettersi di rimanere isolata e bloccata. La viabilità non può essere considerata una questione secondaria. La priorità deve tornare ad essere il benessere dei cittadini di Perugia e dell’intera Umbria, che chiedono risposte chiare, una gestione lungimirante e, soprattutto, una fine certa a questo blocco che sta soffocando il nostro territorio”.
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