
“In Umbria serve una legge contro
il lavoro povero negli appalti. Servono regole e criteri più
stringenti per garantire la sicurezza, la dignità del lavoro e
una retribuzione minima equa. A questo come Avs, di concerto con
la Giunta e la maggioranza, stiamo lavorando da inizio
Legislatura e, dopo la recente sentenza della Corte
Costituzionale sulla legge della Toscana, siamo pronti a
presentare una proposta di legge efficace ed estremamente
innovativa, che raccolga anche stimoli e spunti arrivati dalle
organizzazioni sindacali”. Lo annuncia il consigliere regionale
Fabrizio Ricci (Avs).
“La nostra proposta, che sottoponiamo naturalmente al
confronto e alla partecipazione delle forze sociali, punta –
spiega Ricci – a rafforzare gli strumenti regionali per la
promozione della legalità, della trasparenza, della tutela del
lavoro e della sicurezza. L’obiettivo primario è, infatti,
quello di promuovere la qualità del lavoro e la sicurezza,
contrastando fenomeni di dumping contrattuale, lavoro povero e
irregolarità. In un contesto economico segnato da complesse
dinamiche di mercato, l’intervento pubblico, e in particolare
quello della Regione Umbria e dei suoi enti strumentali, deve
porsi come modello di riferimento per la corretta applicazione
dei contratti collettivi, la garanzia di un trattamento
economico dignitoso e la prevenzione dei rischi”.
“La proposta – sottolinea il consigliere di maggioranza in
una nota diffusa dall’ufficio stampa dell’Assemblea – si muove
pertanto su quattro assi principali: il potenziamento dei
compiti e delle funzioni dell’Osservatorio regionale dei
contratti pubblici; l’adozione di linee guida della Giunta per
orientare l’azione delle stazioni appaltanti regionali
nell’attuazione della normativa a tutela dei lavoratori negli
appalti pubblici, anche con riferimento all’individuazione di
livelli retributivi minimi; la strutturazione di un dialogo
sociale preventivo attraverso protocolli d’intesa con le parti
sociali; l’istituzione di un meccanismo di coordinamento
preventivo per la sicurezza negli appalti di maggiore rilevanza.
Siamo convinti che, in attesa del salario minimo nazionale del
quale il nostro Paese non può più fare a meno – conclude Ricci –
una norma regionale di civiltà come questa possa incidere
realmente sulla condizione di vita e di lavoro di migliaia e
migliaia di lavoratrici e lavoratori umbri”.
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Fonte Ansa.it