Home » Italia » Umbria » Ancora scontro tra Bandecchi e gli Organismi di categoria dei giornalisti

Ancora scontro tra Bandecchi e gli Organismi di categoria dei giornalisti

E’ di nuovo scontro tra il sindaco di Terni Stefano Bandecchi dopo un suo intervento in Consiglio comunale.

L’Ordine dei giornalisti dell’Umbria parla di “ennesima aggressione verbale, infarcita di minacce, a un giornalista, nel caso Corso Viola del Messaggero, in un luogo pubblico com’ è la sala del Consiglio comunale” che segna definitivamente la fine dell’agibilità democratica sul territorio. “L’Organismo, in questo e nel precedente mandato – ricorda su Facebook -, ha mosso tutte le leve dell’ordinamento per frenare la pericolosa deriva contro la libertà di stampa e l’attività giornalistica che purtroppo è ancora in atto, incompatibile con il confronto democratico sancito dalla Costituzione e che ha visto bersaglio per troppe volte giornaliste e giornalisti. L’Odg Umbria continuerà a difendere colleghe e colleghi brutalmente denigrati e a denunciare lo scempio delle Istituzioni che da anni si consuma a Terni”.

“Sono in totale disaccordo con la nota dell’ordine dei giornalisti dell’Umbria e con le prese di posizione di alcuni partiti politici che strumentalizzano e travisano” la replica di Bandecchi con una nota sul sito del Comune. “In consiglio comunale – ha aggiunto – non ho aggredito verbalmente né minacciato. Ho solo, come è legittimo da parte mia, ricostruito alcune vicende politiche all’insegna della verità. È nelle mie facoltà smentire ricostruzioni giornalistiche del tutto fantasiose che mettono in discussione la lealtà dei miei collaboratori e di consiglieri comunali di maggioranza nei miei confronti. Non ho nulla da eccepire sul mio ex vicesindaco né sui consiglieri di Ap che sorreggono la maggioranza e soprattutto gli interessi della città, a partire da quelli vitali come la sanità, i servizi pubblici e le infrastrutture. È legittimo da parte mia sottolineare il comportamento di un giornalista che, invece di fare il suo doveroso lavoro, si mette nell’aula consigliare, in pubblico, a commentare e a produrre un linguaggio del corpo irrispettoso verso il contesto e le istituzioni. Da liberale convinto credo fortemente nella libertà di stampa. Ai giornalisti ho sempre dato la massima disponibilità, non mi sono mai sottratto alle loro domande, anche a quelle più scomode. Ho sempre dedicato tempo alle richieste degli organi di informazione, in qualunque contesto. Come editore ho sempre finanziato il settore con investimenti importanti e con numerose testate. Chiedo dunque maggiore professionalità. Chiedo resoconti e ricostruzioni politiche corrispondenti alla realtà. Chiedo che in consiglio comunale si abbia un comportamento corretto e rispettoso delle istituzioni. Chiedo che i giornalisti vengano in consiglio per lavorare e non per commentare o peggio ancora per fare salotto. La città ha bisogno di una informazione attenta, professionale, diretta a far conoscere le tante ragioni di Terni, città che non vuole essere subalterna né alla Regione né tantomeno a qualunque ordine professionale con sede a Perugia. Per quanto mi riguarda se l’ordine dei giornalisti fosse un club da frequentare non avrei restituito il tesserino. Continuo a rimanere a disposizione di tutti coloro che hanno qualcosa di sensato da chiedermi”.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione stampa umbra che “sottolinea l’inopportunità e la gravità di questo tipo di dichiarazioni da parte di rappresentanti istituzionali e ricorda che l’aspetto professionale e umano sono valori universali”. “Il dialogo tra stampa e istituzioni – aggiunge – deve sempre essere improntato al reciproco rispetto. Dal punto di vista del sindacato, a Terni da molto tempo si assiste a situazioni di tensione non solo tra stampa e istituzioni ma anche in altri ambiti che comunque attengono alla vita civile di una comunità che, dal punto di vista giornalistico, è sempre sotto l’inevitabile attenzione della stampa. L’auspicio, che è anche una richiesta forte, è che si torni a toni civili e rispettosi, al dialogo fra le parti, al rispetto dei giornalisti, per scongiurare l’ulteriore decadimento delle normali regole di convivenza che non escludono la critica, sia da parte dei giornalisti, sia da parte delle istituzioni o di altri attori della società civile, ma impongono modelli di continenza che sono essenziali per stemperare tensioni e ripristinare adeguati livelli di confronto”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

Condividi questo Articolo
Dite la vostra!
00

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>