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Stupro e torture su detenuto da compagni cella, tre condanne fino a 14 anni

Il giudice per l’udienza preliminare Liborio Mazziotta ha condannato a 14 anni di carcere due detenuti accusati di aver
stuprato e torturato un compagno di cella nel carcere di Marassi
nel giugno dell’anno scorso. Un terzo è stato condannato a 9
anni e 10 mesi di reclusione per la sola tortura. Assolto il
quarto imputato. Il pm Luca Scorza Azzarà aveva chiesto 16 anni
per tre detenuti e 6 anni per il quarto, che invece è stato
assolto per insufficienza di prove.
    La scoperta di quel grave episodio di violenza che si
protrasse per due giorni e mezzo, aveva scatenato una vera e
propria rivolta nel carcere genovese, rientrata solo alla
notizia che i quattro erano stati trasferiti altrove. Vittima
dello stupro un ragazzo di 18 anni, assistito dall’avvocata
Celeste Pallini, un giovane fragile e senza fissa dimora in
carcere per una rapina di poco conto. Era stato violentato ma
anche picchiato e frustato con vari oggetti, bruciato con le
cicche di sigarette e tatuato in volto perché – aveva ammesso
uno degli aguzzini che aveva invece sempre negato la violenza
sessuale – si era diffusa la voce del tutto falsa che fosse un
pedofilo. Il giovane era stato portato in ospedale in gravissime
condizioni, poi trasferito in una comunità dove si trova
tuttora. Per la rivolta in carcere sono ancora in corso le
indagini nella procura, coordinata della pm Sabrina Monteverde.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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