
“Fortissimi. Emigranti
sul ring: un secolo di battaglie in America” è la particolare
mostra, tra storia, emigrazione e sport (il pugilato, così
popolare e seguito dalle masse tra fine ‘800 e inizio ‘900) che
la Fondazione Paolo Cresci dedica all’emigrazione italiana
nell’America nel Novecento. L’esposizione è realizzata con la
Provincia di Lucca a Villa Argentina (Viareggio) fino al 2
agosto.
Icone, lottatori, guerrieri della Valle Peligna, forzuti, i
pugili: i “Fortissimi” sono gli emigranti che scelsero di
prendere il mondo in mano contando solo sulla forza delle
braccia. Alcuni sono diventati famosi, come Primo Carnera e
Leone Jacovacci, altri sono rimasti sconosciuti. Tutti sono
saliti orgogliosamente sul quadrato cercando lassù un riscatto
sociale, la gloria e una fortuna che li ha spesso ignorati.
Attraverso immagini e documenti originali, la mostra ripercorre
questo duro cammino. Oltre 20 le storie che saranno narrate,
comprese le vicende dei pugili lucchesi Gino Buonvino e Simone
Chelli di Coreglia Antelminelli, nel volume di Massimo Cutò, con
i contributi di Pietro Luigi Biagioni, Gianfranco Vangolli e la
prefazione di Maddalena Tirabassi.
“La rassegna espositiva allestita a Villa Argentina –
dichiara il presidente della Provincia, Marcello Pierucci – ha
molteplici aspetti di risalto da sottolineare. In primis è una
vetrina importante per l’attività storico-scientifica e di
ricerca della Fondazione Paolo Cresci sull’emigrazione italiana.
Inoltre valorizza la Villa come polo espositivo e culturale ed
infine affronta un tema poco conosciuto oggi, legato al fenomeno
migratorio del ‘900 e soprattutto allo sport che per molti
italiani diventava veicolo di affermazione sociale ed
emancipazione”.
“Molti italiani per le strade d’Europa e d’America, oppure
esuli dalla propria terra, hanno superato ostacoli enormi in
cerca di riscatto e affermazione – scrivono i curatori Massimo
Cutò e Pietro Luigi Biagioni -. C’è chi ha vinto e chi è uscito
perdente dalla sfida, ma ciascuno ha combattuto la sua battaglia
dando e prendendo colpi. Senza indietreggiare”. La mostra, a
ingresso libero, offre la proiezione di filmati d’epoca.
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Fonte Ansa.it