
Una piccola lucertola sopravvive
da tempo su uno scoglio vulcanico al largo di Filicudi, in uno
degli ambienti più isolati del Mediterraneo. È la Podarcis
raffonei, conosciuta come lucertola delle Eolie: una specie
rarissima, presente solo in pochi nuclei dell’arcipelago, oggi
al centro di uno studio internazionale coordinato
dall’Università di Ferrara.
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Heredity, porta
alla luce un dato sorprendente: una delle popolazioni
analizzate, quella dello scoglio La Canna, presenta il livello
di diversità genetica più basso finora osservato in un eucariote
selvatico studiato a livello genomico. In media, le ricercatrici
e i ricercatori hanno individuato un solo sito variabile ogni
300 mila basi del genoma. Lo studio si intitola “The
relationship between genomic variation and genetic load:
insights from small island populations”.
La ricerca si è concentrata su due popolazioni di lucertola
delle Eolie, presenti a La Canna e a Strombolicchio,
confrontandole con una specie affine e molto più diffusa, la
lucertola siciliana. L’obiettivo era indagare il rapporto tra
diversità genomica e carico genetico, cioè l’accumulo di
mutazioni potenzialmente dannose, in popolazioni molto piccole e
isolate.
“Questa popolazione rappresenta un caso straordinario per la
genomica della conservazione”, spiega Maëva Gabrielli, prima
autrice dello studio, già postdoc all’Ateneo ferrarese e oggi al
Centre de Recherche sur la Biodiversité et l’Environnement di
Tolosa. “La sua variabilità genetica è così ridotta da renderla
estremamente fragile, ma allo stesso tempo ci permette di
studiare fino a che punto una popolazione naturale può
persistere nonostante una forte erosione genetica”, spiega.
La perdita di diversità genetica è considerata uno dei
principali fattori di rischio per le specie minacciate. Quando
una popolazione si riduce a pochi individui e rimane isolata,
aumenta infatti la probabilità che mutazioni sfavorevoli si
accumulino o diventino più evidenti nelle generazioni
successive, compromettendo la capacità di adattamento e
sopravvivenza.
Eppure, il caso della lucertola delle Eolie mostra un quadro più
complesso. Nonostante la bassissima variabilità genetica della
popolazione di La Canna, il carico genetico effettivamente
espresso risulta paragonabile a quello osservato nella
popolazione di Strombolicchio, più numerosa e geneticamente più
variabile.
“Il risultato suggerisce che una popolazione può sopravvivere
anche con una diversità genetica molto bassa, purché il peso
delle mutazioni dannose rimanga entro limiti compatibili con la
sopravvivenza”, sottolinea il Giorgio Bertorelle, professore del
Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie
dell’Università di Ferrara e coordinatore del gruppo.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it