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Sacerdote, ‘malattia Gallo simbolo di battaglia per molti’

“La malattia, che ha
segnato e cambiato la sua vita, è diventata anche un simbolo di
battaglia per molti. Cristina ha affrontato la sua condizione
con una determinazione incredibile, ma la sua sofferenza è
diventata anche una causa più grande. La sua lotta si è fatta
battaglia civile, una lotta per un sistema sanitario che non
sempre è in grado di rispondere alle vere necessità delle
persone”. È questo uno dei passaggi dell’omelia di don Giacinto
Leone per il funerale di Maria Cristina Gallo, celebrato
stamattina in Cattedrale a Mazara del Vallo (Trapani),
presieduto dal Vescovo monsignor Angelo Giurdanella.
    Don Giacinto è stato il padre spirituale della professoressa
negli ultimi anni. “Cristina non si è mai limitata a soffrire in
silenzio, ma ha alzato la voce contro le difficoltà che molti
come lei incontrano, cercando giustizia per tutti quelli che
soffrono. La sua battaglia è stata una testimonianza di amore
per l’altro, di attenzione verso il prossimo, ma anche di una
profonda coscienza sociale” ha detto il sacerdote.
    “La malattia non è stata per lei un tempo di fuga, ma un
pellegrinaggio, ha continuato a camminare, a interrogarsi”, ha
detto don Leone.
    “Per lei, l’aula della scuola dove insegnava non era un luogo
dove istruire, ma uno spazio per educare alla libertà, alla
bellezza, al bene. Aveva una pedagogia del cuore, ma anche
dell’intelligenza, della responsabilità. Con i suoi studenti,
era ferma e affettuosa, rigorosa e sorridente. Li voleva svegli,
li spingeva a pensare, a domandare, ad aprirsi alla profondità
della vita”, ha aggiunto.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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