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Mostra DNA e Biotecnologie all’I.C. Verga di Comiso

L’istituto Comprensivo Giovanni Verga di Comiso a conclusione del percorso formativo del corso “DNA e biotecnologie” condotto dal prof. Luigi Bellassai per gli aspetti scientifici e dalla prof.ssa Biagia Adamo per gli aspetti legati alla bioetica, ha organizzato una mostra e un percorso espositivo realizzato interamente dai ragazzi, per rappresentare una sintesi dell’importanza del DNA nell’evoluzione della conoscenza umana, tenendo anche conto delle implicazioni bioetiche. L’esposizione, destinata agli alunni dell’istituto (nel rispetto dei
protocolli anticovid) presenta una miscela coinvolgente di linguaggi differenti. Una narrazione testuale sintetica e suggestiva che accompagna il visitatore nelle sezioni della mostra, alternandosi alla contemplazione di installazioni emozionanti e certamente inedite. Esposti numerosi modelli di DNA fra i quali modello che Watson e Crick usarono per descrivere la struttura del DNA a doppia elica; immagini della pecora Dolly, il primo animale ottenuto per clonazione; strumenti storici relativi alla storia perturbante dell’eugenetica, a questi si affiancano exhibit
appositamente ideati per il progetto, video, apparati iconografici, ricostruzioni, il tutto nella cornice di un allestimento immersivo.
La mostra si propone come un eccellente strumento didattico per affrontare in modo approfondito ma non tecnico, semplice ma non banale tutte le tematiche relative alla genetica e alla genomica, e per fornire ai ragazzi gli strumenti per comprendere l’impatto che le scoperte in questi campi avranno sulla società del futuro.
Nella mostra si possono osservare numerosi modelli di DNA 3D realizzati dai ragazzi, la ricostruzione dei cromosomi dei gameti umani X e Y, modelli delle cellule animali e vegetali, uno schema del genoma umano e un piccolo laboratorio per l’estrazione in diretta del DNA dalla banana, dal kiwi, dal pomodoro e dalla mucosa umana.
La mostra è guidata da giovani tutor che illustrano le varie fasi delle scoperte sul DNA, sul genoma umano e sistema CRISPR/Cas9 che si basa sull’impiego della proteina Cas9, una sorta di forbice molecolare in grado di tagliare un DNA bersaglio, che può essere programmata per effettuare specifiche modifiche al genoma di una cellula, sia questa animale, umana o vegetale. L’esposizione sviluppa una riflessione sull’etica legata all’ingegneria genetica. Agendo come “forbici genetiche” appunto, i metodi di “editing genetico” CRISPR/Cas9, infatti,
consentono di realizzare tagli in punti precisi del genoma disattivando alcuni geni, rimpiazzando segmenti di DNA difettosi, inserendo nuove sequenze genetiche in un organismo. Le tecniche di editing consentono l’inserimento di interi gruppi e combinazioni di geni in diversi punti del genoma. Sono facili e economiche da realizzare. Queste tecniche, ribattezzate sotto il nome di “Gene Drive”, sono state recentemente usate per “lodevoli” iniziative. Sono stati ad esempio ottenuti materiali che nessun organismo naturale produce, come ad esempio l’1,4-
butaendiolo, una sostanza chimica di base, destinata alla fabbricazione di materie plastiche che si ottiene attraverso un processo di sintesi che non esiste in natura. Sono stati geneticamente modificati pioppi, resi capaci di una crescita più rapida, in grado di produrre più bio-massa e meno lignina, permettendo di ridurre i costi di smaltimento di questa sostanza durante la produzione di carta. Altre, meno “lodevoli” iniziative, però, sono anche state oggetto di accesi dibattiti etici. In Cina, sono stati generati animali con caratteristiche genetiche uniche; per esempio, i micro-maiali, che pesano circa sei volte meno rispetto ai maiali d’allevamento, i maiali super-muscolosi, il maiale con 62 modifiche genetiche, che dovrebbe servire alla costruzione di una fabbrica di organi da impiantare sugli esseri umani, oltre a cani, scimmie, roditori e altri animali. Il percorso si conclude con una riflessione sull’inesistenza di evidenze scientifiche circa l’esistenza di diverse razze umane.
“Questo allestimento – hanno spiegato la Dirigente Scolastica Maria Grazia Cafiso, che ha fortemente voluto l’iniziativa, il vicario prof. Luigi Bellassai e la prof.ssa Biagia Adamo- è il segno tangibile di una scuola legata alla contemporaneità che vuole fornire agli studenti conoscenze, abilità e competenze per affrontare la realtà. Così si attua una didattica moderna e sensibile all’evoluzione della conoscenza che a partire dall’approccio scientifico rigoroso necessario alla comprensione di tutti gli aspetti della genetica, si connette alle riflessioni etiche, morali sul suo utilizzo scriteriato in contrasto con ogni valore antropologico, approfondendo anche le implicazioni storiche che hanno portato all’emanazione delle famigerate leggi razziali e all’olocausto con lo sterminio di oltre sei milioni di esseri umani, per arrivare fino alle intolleranze razziali e al fanatismo violento nei confronti degli stranieri dei nostri giorni. Questo modello di istruzione vede l’alunno al centro dell’azione formativa attivando e valorizzando tutte le competenze trasversali per sviluppare un autonomo pensiero critico sin dalla più
giovane età”.

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