
(ANSA) – CAGLIARI, 21 DIC – Youtube, Twitch, serie tv, manga,
videogame e la loro fruizione da parte dei più giovani sotto la
lente di pediatri e scienziati. Parte dalla Sardegna il progetto
innovativo, precursore a livello internazionale, del ‘Bilancio
di salute digitale’, una nuova procedura sanitaria pediatrica
per la valutazione dei rischi derivati dall’esposizione dei
minori alle nuove tecnologie presentato oggi nella sede
dell’assessorato regionale a Cagliari.
Il protocollo nasce da uno studio realizzato tra Nuoro,
Cagliari, Sassari, Oristano e il Regno Unito, da un team di
pediatri e psicologi, in pubblicazione sulle pagine della
rivista scientifica internazionale ‘Journal of Pediatric and
Neonatal Individualized Medicine’. “Con questo strumento e
l’aiuto dei pediatri si può valutare se un dispositivo digitale,
il tempo di esposizione e soprattutto i contenuti sono
compatibili con l’età e le caratteristiche psico-fisiche dei
minori – ha spiegato Luca Pisano, psicologo e psicoterapeuta,
direttore dell’Ifos-Educare al Digitale partner del progetto
nato dalla Asl di Nuoro -. I dati sull’impiego delle nuove
tecnologie da parte dei minori sono molto allarmanti: ci sono
bambini e pre-adolescenti ‘adultizzati’ e non sufficientemente
controllati dai genitori sui tempi di esposizione agli strumenti
digitali, ci sono bambini che seguono serie televisive
assolutamente non adeguate alla loro fascia d’età, come anime e
manga, i cui contenuti spesso non sono compatibili con il loro
sviluppo, ma seguono anche videogame, youtubber e streamer,
musica rap, trap e reggaeton con contenuti inadeguati”.
Al momento lo studio ha coinvolto dieci pediatri e circa 150
famiglie nell’Isola e ora la platea verrà considerevolmente
allargata.
Nel dettaglio, attraverso un software realizzato ad hoc, il
pediatra compila insieme alla famiglia uno dei cinque
questionari messi a punto, in base alle fasce d’età. Le domande
pescano da un database creato per il progetto e costantemente
aggiornato che contiene tutti i contenuti più seguiti dai
giovani tra cartoni animati, serie tv, videogame e contenuti
web. “Ci sono domande specifiche sulle abitudini digitali prima
di tutto dei genitori e poi dei bambini, dal primo mese di vita
ai sedici anni – hanno specificato gli psicologi del progetto
Giorgio Marras e Irene Usai -. Si indagano diverse aree tra cui
l’esposizione precoce agli strumenti digitali, il livello di
protezione e soprattutto i contenuti. Una volta compilato, il
bilancio della salute digitale, consente di avere risultati
immediati: il genitore potrà con l’aiuto del pediatra capire e
valutare meglio cosa è opportuno o meno per il proprio figlio.
(ANSA).
Fonte Ansa.it