
Due petizioni, una alla
Regione e l’altra al Governo: no al progetto per l’installazione
di pale eoliche e batterie di accumulo tra Villanovaforru,
Sardara e Sanluri. Comitato su Entu Nostu di nuovo sotto il
Consiglio regionale per protestare contro il piano del nuovo
impianto. “Proprio ora che le nostre colline stanno rinascendo
con l’agricoltura – spiega Marco Pau, uno dei portavoce della
mobilitazione – ci vogliono imporre un progetto che rischia di
cambiare il territorio con 12 aerogeneratori di grande potenza,
alti oltre 200 metri”.
Da oggi il via a una serie di iniziative che culmineranno l’1
agosto in una grande manifestazione davanti alla chiesetta di
Santu Antiogu becciu, a cinque chilometri da Sanluri. “Noi siamo
per la transizione energetica – ha spiegato il sindaco di
Villanovaforru Maurizio Onnis – ma nessuno ha chiesto alla
popolazione che cosa pensasse, di che cosa avesse bisogno, se
questo progetto va d’accordo con la visione che noi abbiamo del
nostro territorio. La risposta a quest’ultima domanda
naturalmente è no, perché non abbiamo nessun bisogno di pale
alte 220 metri che squasseranno letteralmente il territorio e
per le quali sono previste lavori di scavo, di sterramento, di
allargamento, di abbattimento delle piante senza che al paese
venga assolutamente nulla. Non è stata prevista alcuna
compensazione, ma devo dire che io non voglio nessuna
compensazione perché non c’è nessuna compensazione che possa
ripagare una cosa del genere”.
Appello a governo e regione: “Ma prima di tutto l’appello è
rivolto ai due sindaci di Sanluri e di Sardara che sono
ugualmente coinvolti, anzi più coinvolti perché di queste 12
pale la maggior parte ricadranno nei loro territori. Visto che
il procedimento è arrivato alla Presidenza del Consiglio dei
ministri sarebbe bene che l’intero territorio si mobilitasse
contro questo progetto, perché altrimenti non abbiamo alcuna
possibilità”. Al sit-in anche Abaco, associazione di base dei
consumatori. Con un messaggio: “La transizione energetica non
può trasformarsi nella più grande speculazione della storia
dell’isola”.
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Fonte Ansa.it