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Pd: Meloni, mia è candidatura aperta ma basta correnti

(ANSA) – CAGLIARI, 08 FEB – Crede in una nuova era per il Pd,
in un salto in avanti. Si definisce un rottamatore “dei vecchi
schemi, quelli che ci hanno portato a non avere più appeal con
l’elettorato”, punta a superare le correnti interne perché la
sua candidatura “non nasce contro qualcuno e mi permetterà di
parlare a tutti dentro il partito e fuori”. Giuseppe Meloni
risponde così alle domande dei cronisti poco prima della sua
presentazione ufficiale come candidato dei Dem alla segreteria
regionale, all’hotel Regina Margherita di Cagliari.
    Sostenuto dall’ala riformista dei Democratici, rappresentata tra
gli altri da Antonello Cabras e a cui fa riferimento il
capogruppo in Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il 43enne
gallurese originario ed ex sindaco del borgo balneare di Porto
San Paolo, è stato introdotto durante l’appuntamento pubblico
dagli ex consiglieri regionali Valter Piscedda e Annamaria
Busia. Nella affollata platea cagliaritana anche Antonello
Cabras, Roberto Deriu e il parlamentare Silvio Lai. “Ho deciso
di correre perché sono convinto che ci siano le condizioni, la
mia è una candidatura trasversale e aperta a tutti, credo che
avrà consensi oltre i confini e gli schemi delle correnti – ha
chiarito Meloni che tra i suoi padrini tra i Democratici elenca
Antonello Cabras, Antonello Soro e Renato Soru – e questo mi
darà più forza per fare ciò che ho in animo nel Pd sardo cioè
rilanciarlo e rivitalizzarlo al di là dei vecchi schemi”.
    Per Meloni la rottura con l’area popolare del Pd, incarnata da
Paolo Fadda è una “pausa di riflessione”. La corrente ha sancito
l’allontanamento dagli ex alleati interni. “I popolari hanno
deciso che non parteciperanno alla composizione delle liste,
quindi degli organi nazionale e regionale del Pd.
    Conseguentemente non verrà proposta agli elettori, ai
simpatizzanti e agli iscritti che lo chiedessero, alcuna
indicazione di voto”, è stata la comunicazione uscita da
quell’incontro. Ma per Giuseppe Meloni “fino al 26 febbraio c’è
ancora spazio per il dialogo”.
    Riguardo all’avversario, il compagno di partito Piero Comandini
supportato da Sardegna Futura, Meloni è convinto di disporre di “una maggiore agibilità politica” e di allargare di più gli
orizzonti. Quanto ai temi cita la politica energetica, “che in
passato ci ha diviso ulteriormente dentro il partito”. Per
Meloni serve trovare una posizione condivisa da portare sul
tavolo della coalizione e davanti agli elettori: “Non ci si può
presentare nel 2024 ai sardi senza avere una politica energetica
che ci contraddistingue”. E definisce “possibile ma solo se
basata sui programmi” l’alleanza con il M5s. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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