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Biodiversità, in Sardegna resistono 12 razze autoctone

(ANSA) – CAGLIARI, 21 MAG – In occasione della Giornata
mondiale della Biodiversità, che si celebra domani,
l’Associazione Allevatori della Regione Sardegna ricorda che
l’Isola è una terra di biodiversità zootecniche poiché può
annoverare ben 12 razze autoctone di cui tre bovine (Sarda,
Bruno-Sarda, Sarda-Modicana), due ovine (Sarda e Nera di Arbus),
due caprine (Sarda e Sarda primitiva), una suina (Sarda), due
equine (Giara e Sarcidano) e due asinine (Sardo e Asinara). “Un
importante patrimonio che necessita di continua salvaguardia ma
anche valorizzazione delle produzioni”, spiega l’associazione i
cui tecnici assistono le aziende che allevano le biodiversità
zootecniche isolane durante lo svolgimento dei controlli
funzionali per monitorare lo stato degli allevamenti e degli
animali.
    Secondo i dati dell’Aars, la consistenza media in Sardegna del
bovino razza Sarda è pari a 25.993 capi, per il bovino razza
Bruno Sardo pari a 34.073 capi e per il bovino razza Sardo
Modicano con 2.253 capi. Riguardo i capi ovini, quelli di razza
Sarda sono 2.500.000, quelli di razza Nera di Arbus 9.316 capi,
mentre per le capre di razza Sarda sono 13.299 e quelle di razza
Sarda primitiva 7.954. I maiali di razza Sarda sono 390, i
cavallini della Giara sono 542, mentre il Cavallo del Sarcidano è presente con 102 capi. Infine sono 380 gli asini dell’Asinara
e 2.980 i capi di Asino Sardo. Luciano Useli Bacchitta, presidente AARSardegna, ricorda che “il
sistema allevatori ha attivato due importanti iniziative ossia
il progetto LEO avviato nel 2018 e che procede verso la
realizzazione di una piattaforma digitale per la zootecnia
italiana che si preannuncia unica nel suo genere e sviluppata
grazie all’attività di AIA, assieme a partner di prestigio quali
Università, Istituti Zooprofilattici e altri Enti di ricerca,
sotto la supervisione del ministero delle Politiche agricole,
alimentari e forestali, in qualità di Autorità di gestione.
    L’altro progetto concepito interamente per preservare la
biodiversità dei nostri animali di interesse zootecnico e
dell’ambiente in cui vivono – aggiunge – è stato denominato
Allevamento Custode”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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