
(di Isabella Maselli) È attesa per domani la sentenza di
primo grado a 17 militanti baresi di CasaPound accusati di
neofascismo. Si tratta del primo processo in Italia in cui si
contesta ad attivisti del movimento politico di estrema destra
il reato di riorganizzazione del partito fascista. Il processo
si chiude a più di sette anni dalla presunta aggressione “squadrista” (così definita negli atti della Procura di Bari)
commessa la sera del 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà di
Bari nei confronti di alcuni manifestanti di ritorno da un
corteo antirazzista organizzato pochi giorni dopo la visita
dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per
contestarne le politiche sull’immigrazione.
Gli imputati rispondono della violazione di due articoli (1 e
5) della legge Scelba, “per aver partecipato – si legge
nell’imputazione – a pubbliche riunioni, compiendo
manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ed in
particolare per aver attuato il metodo squadrista come strumento
di partecipazione politica”. Sette di loro, i presunti autori
del pestaggio, sono accusati anche di lesioni personali. Il
procuratore Roberto Rossi ha chiesto condanne tra i 2 anni e i
20 mesi di reclusione, oltre alla privazione dei diritti
politici.
Tra le vittime dell’aggressione c’erano l’allora
europarlamentare di Rifondazione comunista Eleonora Forenza e il
suo assistente Antonio Perillo, Giacomo Petrelli di Alternativa
Comunista e Claudio Riccio di Sinistra Italiana, costituiti
parti civili con Anpi, Rifondazione comunista, Comune di Bari e
Regione Puglia. Quella sera, hanno ricostruito le indagini della
Digos anche grazie alle immagini delle telecamere di
videosorveglianza che hanno documentato l’aggressione, alcuni
militanti di CasaPound avrebbero colpito i manifestanti
antifascisti con sfollagente, manubri da palestra, manganello
telescopico, cinture, calci e pugni, “in esecuzione – è spiegato
ancora nei capi di imputazione – di un disegno criminoso
giustificato dalla ideologia fascista”.
Anche in occasione dell’attesa sentenza, come avvenuto in
tutte le udienze del processo iniziato nel 2022, è stato
organizzato per domani un presidio antifascista davanti al
Tribunale penale di Bari. In aula sarà presente il segretario
nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo. La sede
barese di CasaPound, il circolo Kraken in via Eritrea, luogo
dove avvenne l’aggressione, è chiuso da allora. Anpi, Prc e le
altre persone offese chiedono lo scioglimento del movimento
politico ritenuto neofascista.
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Fonte Ansa.it