
(ANSA) – LECCE, 17 APR – Arrivato in Italia a 16 anni dal
Senegal con tanti sogni, le sue doti atletiche erano state
subito notate dall’Asd Rinascita Refugees, in cui giocava come
portiere. Ieri mattina, però, il 19enne Ndione Souleymane è
stato trovato morto nel letto di casa di suo zio, a Milano,
dov’era andato a trascorrere un mese prima di tornare in
Salento, atteso per giocare nella formazione multietnica
composta da calciatori richiedenti asilo e ospiti del progetto
Sprar. Il giovane calciatore sarebbe morto per un malore.
Oggi è stata la stessa società, che consente di imparare un
mestiere e di giocare a calcio, a diffondere la notizia della
morte sui propri canali social. “Siamo sconvolti. La notizia
della morte del nostro Souleymane, giovanissimo portiere della
Asd Rinascita Refugees – scrive la società – ci lascia senza
fiato. Un giovane nel pieno della sua età migliore, pieno di
sogni e speranze. La passione per il calcio e il desiderio di
arrivare a giocare in un club di prestigio per potere aiutare la
sua famiglia in Senegal”. “Da subito – aggiunge la società – si
è fatto notare per la sua prestanza fisica e per l’istinto
felino tra i pali, un talento naturale che pian piano i mister
hanno saputo affinare. Un carattere istrionico, tipico di chi
nel calcio sceglie di essere il portiere. Una rarità ma anche
una sicurezza che la squadra ha saputo coccolare far crescere in
capacità e sicurezza”. “Souleymane prima di compiere la maggiore
età e quindi vestire i panni del portiere titolare della
Refugees – si legge ancora nel post – è stato protagonista nei
tornei nazionali organizzati del progetto Rete, organizzati
dalla Figc settore giovanile e scolastico, arrivando a vincere
il campionato nell’edizione 2021 e risultando il migliore
portiere del campionato. Siamo tutti affranti dal dolore per una
giovanissima vita finita troppo presto. Ciao Souleymane ti sia
lieve la terra”. (ANSA).
Fonte Ansa.it