
(di Francesco Gallo) Attenzione a ‘Cattiva Strada’, opera
prima di Davide Angiuli, alla 17/a edizione del Bifest e in sala
dal 26 marzo con Notorious Pictures, perché è davvero un gran
bel racconto di formazione, di crescita, ambientato in una
periferia di Bari molto noir, non da cartolina, dove insieme al
pericolo è forte il senso di appartenenza.
Protagonista Donato (Malich Cissè), un tenero ragazzo nero
costretto a crescere in fretta mentre si prende cura della nonna
malata di Alzheimer (Lucia Zotti) accompagnandola con la sua
utilitaria.
La sua vita accelera e cambia quando riconosce come guida Agust
(Giulio Beranek), un fuorilegge albanese che vive secondo
l’antico codice d’onore del Kanun e che lentamente lo trascina
in tutta una serie di reati.
Rapina dopo rapina tra i due nasce un legame d’amicizia che
introduce Donato alla famiglia di Agust, ovvero alla madre (Ema
Andrea) e alla sorella (Romina De Giglio) che lo accolgono
subito con affetto.
Ma Donato dovrà scegliere in fretta che strada prendere: una più
semplice e ordinaria o, al contrario, una più violenta e forse
con un futuro più breve.
«Con Cattiva Strada ho voluto raccontare il rito di passaggio di
Donato all’età adulta – afferma all’ANSA il regista – attraverso
lo sguardo rigoroso e senza manierismi su una periferia che
conosco intimamente, trasformando Bari in un elemento vivo e
drammaturgico del film. L’auto di questo ragazzo diventa così
una gabbia soffocante e protettiva, metafora di una giovinezza
sospesa tra il desiderio di cambiare e la paura di essere
travolti dal mondo”.
E ancora il regista: “Volevo comunque realizzare un film
muscolare, allo stesso tempo umano e fragile; lasciare il
pubblico senza punti di riferimento anche con una musica che
soffoca. Per quanto riguarda il Kanun l’ho introdotto perché ho
molti amici albanesi ed è stato qualcosa che ha subito risuonato
in me, sia perché amo le tradizioni ancestrali, sia per la
miscela di legami familiari e regole per sopravvivere a cui si
può fare riferimento”.
Perché Agust sta sempre in auto nella sua Bari underground? “Per lui è l’unico modo per sentirsi al sicuro, ma esattamente
come capita a tutte le protezioni queste ti impediscono poi di
fare nuove esperienze, nuove scoperte, quindi ti distanziano dal
mondo. Ovviamente lui preferisce vivere lì seduto in quella
macchina piuttosto che affrontare la vita e tutto ciò che lo
circonda. Lì si sente meno solo.
Quali sono i tuoi registi di riferimento? “Sicuramente Caligari, un genio assoluto, e poi Matteo Garrone,
due autori a cui guardo sempre”.
“Cattiva Strada, scritto e diretto da Angiuli, è stato prodotto
da Mario Mazzarotto per Movimento Film, Francesco Lopez per Oz
Film, Daniele Mazzocca per Verdeoro e Guglielmo Marchetti per
Notorious Pictures in collaborazione con Rai Cinema.
È stato sviluppato poi in collaborazione con Fondazione Anica
Academy e realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo
degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, Coesione
Italia 21-27 Puglia, Unione Europea, Repubblica Italiana,
Regione Puglia e Fondazione Apulia Film Commission.
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Fonte Ansa.it