
Il 12 luglio 2001 Michele Fazio,
15enne di Bari vecchia, veniva ucciso per errore durante una
sparatoria per mano della mafia. Stava rientrando a casa dopo
una giornata di lavoro. Ventiquattro anni dopo, come ogni anno,
Bari ha voluto ricordare questa vittima innocente della
criminalità organizzata in largo Amendoni, proprio nel luogo in
cui si consumò l’assassinio. Il suo papà, Pinuccio, ha ricordato
che quello con sua moglie Lella è un “impegno a non dimenticare,
a combattere le mafie, per tirare fuori dalle mani dei criminali
i giovani e non farli entrare in quelle dinamiche”. “Questo è il
nostro impegno – ha detto – girando per le scuole, per le
parrocchie. Dobbiamo guardare negli occhi questi ragazzi che
hanno tanta voglia di parlare”.
Lella Fazio ha ricordato che “quest’anno avremmo dovuto
festeggiare i 40 anni di Michele, e non possiamo farlo”. Poi si
è rivolta alle altre mamme: “A loro dico di collaborare con le
forze dell’ordine e la magistratura. Se vogliamo salvare i
nostri ragazzi dobbiamo farlo, perché loro ci aiutano ma hanno
bisogno di noi”. Poi ha parlato ai mafiosi “che ci ascoltano”,
dicendo loro che “per questa maledetta droga state rovinando i
nostri figli, che per colpa vostra non hanno più un futuro.
Vergognatevi”.
Il referente di Libera Puglia, don Angelo Cassano, ha
evidenziato che “deve rinnovarsi un impegno costante a non
abbassare la guardia. E’ importante riflettere sul fatto che non
basta solo combattere le mafie, ma occorre combattere la
mafiosità, che sta diventando cultura” e che “il disagio
giovanile ci preoccupa perché diventa facile preda delle
organizzazioni”. Presente anche il sindaco di Bari, Vito
Leccese, che ha sottolineato l’importanza di “far vincere i
modelli che si ispirano alla legalità” e che “devono vincere i
valori dello stare insieme”. “La Bari di 24 anni fa era diversa,
ma questo non ci deve far abbassare la guardia – ha concluso –
perché si vive ancora di illegalità e di spaccio e dobbiamo dire
di no a tutto questo”.
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Fonte Ansa.it