
Sei persone, tra autisti,
organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di
fatto delle società responsabili, sono state arrestate dai
carabinieri del Noe di Lecce per traffico illecito di rifiuti
tra Italia Grecia e Bulgaria. I sei arrestati (quattro in
carcere e due ai domiciliari) sono accusati di associazione a
delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti con
l’aggravante della transnazionalità, spedizione e gestione
illecita di rifiuti. In totale sono 14 gli indagati. Le
indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di
Lecce e iniziate nel gennaio 2024, hanno portato anche al
sequestro di due società, 44 mezzi e 300mila come presunto
valore del profitto derivante dall’attività illecita, in cui è
coinvolta la società Bri.Ecologica.
Secondo l’accusa, le attività illecite di smaltimento
riguardavano rifiuti speciali non pericolosi – in prevalenza
scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti
speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata
di Rsu – provenienti da un impianto della provincia di Brindisi.
L’azienda coinvolta, avvalendosi di società di intermediazione
del settore, per risparmiare sui costi di smaltimento non
avrebbe attivato le corrette procedure di gestione dei rifiuti,
prescritte dalla legge, trasportando e smaltendo migliaia di
tonnellate in aziende con sede in Bulgaria e Grecia.
Ai rifiuti sarebbe stato attribuito un falso codice Cer che
certificava il trasporto di plastica e gomma “recuperabili”,
anziché la reale natura dei rifiuti (calcinacci, legno, pannelli
coibentati, guaine, indumenti ed altri materiali tessili), che
sarebbero stati poi abbandonati, in parte anche sui terreni
agricoli. I mezzi provenienti dalla società Bri Ecologica
s.r.l., hanno accertato gli investigatori grazie a
intercettazioni, video riprese e pedinamenti, venivano imbarcati
dal porto di Brindisi, con la compiacenza di spedizionieri, con
destinazione Grecia e Bulgaria. Giunti nei due Paesi, i rifiuti
sarebbero stati stoccati e abbandonati all’interno di capannoni
industriali dismessi.
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Fonte Ansa.it