
Trafficanti di olio che mettono a
rischio la sopravvivenza delle aziende italiane e ingannano i
cittadini, facendo crollare i prezzi dell’olio extravergine di
oliva, ormai quasi dimezzati rispetto all’anno scorso. È contro
questo fenomeno che oggi migliaia di agricoltori di Coldiretti e
Unaprol sono scesi in piazza a Bari. I prezzi pagati agli
olivicoltori, in particolare, sono vicini alla soglia dei cinque
euro al litro, rispetto ai circa nove corrisposti nel 2025. Una
cifra considerata “al di sotto dei costi di produzione medi, con
l’aggravante che la crisi energetica legata alla guerra in Iran
sta costando oltre 200 euro a ettaro in più agli olivicoltori
italiani”.
“L’olio extravergine di oliva è un pilastro della dieta
mediterranea – spiega Nicola Di Noia, responsabile nazionale
Olio Coldiretti – ma dobbiamo fare attenzione quando lo
acquistiamo, distinguendo quello buono da quello cattivo. Spesso
si usano additivi chimici come la clorofilla per adulterare il
colore, che però non è un elemento di qualità. Poi ci sono
meccanismi per ripulire chimicamente olii di bassa qualità
trasformandoli in extravergine di oliva, o mix di prodotti di
diversa provenienza con l’obiettivo di abbassare il prezzo.
Bisogna cercare il cento per cento italiano, preferibilmente Dop
e Igp”.
I dati ufficiali della filiera, evidenzia Coldiretti, “mostrano che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di
olio extravergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere
rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a
fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export
di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri
all’anno”. Alla mobilitazione a Bari, che segue di qualche
giorno la protesta sotto le prefetture in tutta Italia, hanno
preso parte fra gli altri il vicepresidente nazionale di
Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, assieme al
presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e al direttore
Pietro Piccioni. Per l’occasione è stato allestito un grande ‘tavolo degli inganni’ per far vedere ai cittadini come i
trafficanti di olio mettono a rischio la loro salute con
miscelazioni pericolose e non controllate.
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Fonte Ansa.it