
“Finché mia mamma è stata in vita
ho scelto il silenzio e non ho parlato del nostro rapporto.
Ormai posso raccontare la nostra storia senza più giudicarla”.
Sabrina Capucci, 63 anni, figlia di Catherine Spaak e Fabrizio
Capucci, nipote del creatore di Alta Moda Roberto Capucci, parla
a Torino, alla libreria Belgravia. L’attrice partecipa a un
recital tra poesia e prosa dialogando con l’amico storico e
poeta torinese Roberto Rossi Precerutti sulla raccolta poetica “Lungo fiumi di luce” e sulla sua ultima raccolta di versi, “Recinto di pena e altri petrarchismi”.
Sabrina, che indossa abiti di Capucci (‘in prestito perché
sono tutti di proprietà della fondazione”), presenta al pubblico
alcune sue liriche inedite.
Spiritual coach, attrice con Ronconi, per sette anni è
vissuta in solitudine e ora abita in provincia di Terni. Del suo
difficilissimo rapporto con la madre dice: “E’ stato un non
rapporto, la vedevo pochissimo. Veniva a farsi fotografare con
me solo per motivi di immagine. Non è vero che ha cercato di
rapirmi. Non la condanno perché quando sono nata era
giovanissima, aveva solo 18 anni”. Dice di non avere mai
sofferto grazie al grande amore ricevuto dal padre e da tutta la
famiglia Capucci. “Il mio – spiega – è stato il primo caso in
Italia di affidamento di una neonata al padre e non alla mamma.
Ho amato molto mio padre anche per il suo modo di essere
creativo e narcisista. Lui e mio zio mi hanno trasmesso il dono
della creatività e della profondità esistenziale”.
Sabrina Capucci ha letto durante gli incontri brani di
prosa dal volume antologico “Groenlandia e altri ghiacci. Viaggi
nell’artico fra passato e presente” dialogando con i curatori
Paolo Calvino e Giorgio Enrico Bena. Il libro nasce da un
viaggio in Groenlandia occidentale in parte a terra e in parte
su una nave postale. I racconti e le immagini mostrano il
presente di luoghi dell’artico e raccontano il sogno degli
esploratori del passato di attraversarli per raggiungere il Polo
Nord.
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Fonte Ansa.it