
“L’assegnazione dell’organico
scolastico per la provincia di Torino continua a essere
costruita su criteri numerici rigidi e standardizzati, incapaci
di rispecchiare la complessità reale dei territori”. È quanto
denuncia la Cisl Torino-Canavese dopo la distribuzione delle
risorse per il prossimo anno scolastico, che “penalizza le
scuole a tempo pieno, le sedi montane, le periferie urbane e le
aree ad alto disagio sociale”.
Secondo il sindacato, il sistema scolastico torinese è
chiamato a fare tutto contemporaneamente: garantire il tempo
pieno, presidiare i territori marginali, sostenere l’inclusione,
gestire il disagio educativo, accompagnare i percorsi di
alfabetizzazione linguistica e rispondere a bisogni sempre più
personalizzati. Ma – riferisce ancora Cisl Torino-Canavese – “il
ministero continua ad assegnare le risorse come se nulla fosse
cambiato, con medie aritmetiche e contingenti che ignorano le
specificità dei nostri territori”.
“Non possiamo continuare a discutere solo di quanti posti
assegnare – afferma Simona Sacchero, segretaria generale Cisl
Torino-Canavese – è urgente aprire una discussione seria su
quale idea di scuola vogliamo sostenere in una provincia che sta
cambiando profondamente sul piano demografico, sociale ed
economico. Le regole con cui si assegna il personale devono
finalmente tenere il passo con la realtà”.
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Fonte Ansa.it