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Tumori: Fabrizio (Lilt), 7 mesi per una tac

(ANSA) – TERMOLI, 24 DIC – “Nel nostro Molise paghiamo lo
scotto di una povertà sanitaria desolante che tocca tutti i
livelli. Non è possibile prenotare in ospedale una tac da qui a
7 mesi”. Lo denuncia il presidente onorario della Lilt della
provincia di Campobasso, il chirurgo Giovanni Fabrizio in
occasione del bilancio delle attività della Lega per la lotta
contro i tumori svolto nella riunione a Termoli.
    “Non è possibile che i pazienti neoplastici, chiamati a
sottoporsi a controlli per valutare l’efficacia delle terapie –
aggiunge Fabrizio – e scongiurare l’avanzamento della malattia,
non abbiano una corsia preferenziale per ridurre i tempi di
attesa”.
    In base ai dati della Lilt, il tumore più frequentemente
diagnosticato è il carcinoma della mammella, seguito dal
colon-retto, polmone, prostata e vescica.
    Nel 2022 in Italia, saranno 390.700 le nuove diagnosi di
tutti i tumori (1000 ogni giorno che ricevono una diagnosi di
cancro). Erano 376.600 (194.700 negli uomini e 181.900 nelle
donne) nel 2020 secondo i dati del Ministero.
    “Voglio focalizzare il punto – dichiara la presidente Milena
Franchella – sull’allarme lanciato a livello nazionale per
l’aumento delle diagnosi di tumore. Da un lato è un trend che ci
aspettavamo a causa dei ritardi nella diagnosi e
dell’interruzione degli screening dovuti alla pandemia,
dall’altro sempre il Covid ha diffuso cattive abitudini negli
stili di vita. I numeri diffusi dal Ministero della Salute
parlano di quattordicimila casi in più in questi ultimi due
anni. La buona notizia è che molti di questi tumori possono
essere evitati se si seguono stili di vita corretti e salutari.
    Per questo il lavoro della nostra associazione dovrà essere
rivolto con più azione verso la prevenzione agendo sulle cattive
abitudini quali il fumo, l’abuso di alcol, l’obesità e la
sedentarietà”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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