
“Scendiamo in piazza per chiedere
certezze, investimenti e rispetto, per dire che Termoli non deve
essere abbandonata e per difendere il diritto al lavoro e alla
dignità”. Così le segreterie regionali di Fim, Fiom, Uilm,
Fismic e Uglm, in una conferenza stampa. I sindacati annunciano
una mobilitazione per il prossimo 29 novembre a Termoli con
corteo in centro città e, se nulla dovesse cambiare, a gennaio
2026 si terrà uno sciopero generale del settore automotive in
Molise.
“Qui dove per anni si è scritta una parte importante della
storia industriale italiana, la situazione è ormai insostenibile
– dicono i segretari regionali delle sigle sindacali -. Il
progetto della gigafactory è attualmente senza risposte, le
produzioni si riducono e cresce la preoccupazione per il futuro
occupazionale di centinaia di famiglie. E sia chiaro: per
Termoli non basta solo il nuovo cambio che arriverà il prossimo
anno. Stellantis deve fare di più, deve investire in nuovi
prodotti, in innovazione e in stabilità produttiva, per
assicurare un futuro concreto a questo territorio e ai suoi
lavoratori. La crisi è frutto anche delle scelte di Stellantis.
Gli investimenti sul nuovo cambio eDct prevista solo nel 2026,
risultano insufficienti a compensare le perdite produttive”.
Anche l’indotto, in questo momento storico, sta soffrendo.
Settori rilevanti per il funzionamento dello stabilimento
automobilistico come mensa, pulizie e logistica vivono una
condizione di crescente precarietà. “Questi lavoratori spesso
sembrano invisibili ma per primi subiscono gli effetti della
crisi, tra appalti al ribasso, tagli e incertezze sul futuro. A
loro va la nostra solidarietà e il nostro impegno: nessuno deve
essere lasciato indietro” aggiungono i sindacalisti.
Per questo, Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uilm chiamano i
cittadini, operai, istituzioni e forze sociali a partecipare
alla mobilitazione del 29 novembre a Termoli “per dare voce a un
territorio che non si rassegna al declino. Oggi torniamo
nuovamente in piazza perché vogliamo risposte, futuro. E per
questo, la partecipazione di tutti è fondamentale”.
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Fonte Ansa.it