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Sanità: Castrataro, scelta scellerata chiudere Emodinamica

(ANSA) – ISERNIA, 11 OTT – “Isernia perde Emodinamica: una
scelta scellerata che, se confermata, rappresenterebbe il colpo
di grazia per il nostro territorio”. Così il sindaco di Isernia,
Piero Castrataro, in seguito alla pubblicazione, sul sito della
Regione Molise, Programma Operativo 2022/2024.
    “L’Emodinamica dell’ospedale di Isernia – sottolinea il
sindaco – ha il più basso tasso di mortalità per ricoveri
urgenti; ha volumi comparabili a quelli del San Timoteo di
Termoli (Isernia) nonostante il servizio del Veneziale sia
attualmente attivo solo 200 giorni all’anno contro un’apertura 7
giorni su 7 e h24 della struttura bassomolisana; nei giorni di
inattività, i pazienti che giungono presso il nosocomio pentro
vengono trasferiti a Campobasso (circa 100 ogni anno). Ciò
significa che se fosse potenziata, quella di Isernia sarebbe
l’Emodinamica pubblica con il più alto numero di procedure in
regione”.
    “In altre parole – aggiunge il sindaco -, la sua chiusura
comporterebbe gravi danni per la tutela del diritto alla salute
dei pazienti dell’intera provincia di Isernia e non solo, una
notevole riduzione della mobilità attiva, un ulteriore
decremento dell’attrattiva dell’ospedale Veneziale. Il tutto
senza un reale risparmio in termini di costi a carico del nostro
Sistema Sanitario Regionale”. Castrataro esprime forte delusione “per le istanze al commissario Donato Toma durante un Consiglio
comunale straordinario”, poi rivolge un appello: “a tutte le
forze politiche, ai neoparlamentari, soprattutto a quelli non
molisani eletti nella nostra regione: questo è il vero banco di
prova, il momento giusto per trasformare le promesse elettorali
in un impegno concreto in favore dei cittadini molisani che
hanno riposto in loro la propria fiducia. L’obiettivo comune è
quello di assicurare servizi sanitari efficienti e di qualità.
    Un obiettivo che non si raggiunge necessariamente attraverso
tagli – conclude – che, tra l’altro, non migliorano i
disastrati conti della sanità regionale, ma mediante un’oculata
ed attenta organizzazione dei servizi stessi”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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