
Tra le cause connesse alla
scarsa attrattività della sanità pubblica molisana per i medici
c’è anche il costante clima d’allarme che si riverbera in
maniera negativa sull’intero sistema sanitario regionale. A
dirlo è stato il direttore generale dell’Azienda sanitaria,
Giovanni Di Santo, incontrando ieri a Isernia i direttori dei
reparti ospedalieri del Veneziale. “Un giovane professionista –
le sue parole – cerca oggi un equilibrio tra carriera e vita
sociale. Se il territorio non offre un benessere generale e
servizi adeguati, la scelta ricadrà altrove”. Inoltre, ha
aggiunto, “alimentare costantemente un clima di allarme genera
un effetto boomerang. Dipingere il sistema come al collasso non
fa altro che allontanare ulteriormente le persone e i medici che
avrebbero la possibilità di scegliere Isernia”. Di Santo ha
ricordato che, “nel solo 2024 sono state espletate circa 650
procedure tra avvisi e concorsi. Una mole di lavoro burocratico
e organizzativo che sfida la capacità di qualsiasi azienda
sanitaria, ma che ha il solo obiettivo di reclutare medici.
Tuttavia, il dato oggettivo è la carenza nazionale di
professionisti. Facciamo i concorsi, ma i posti spesso non
vengono assegnati perché mancano i candidati. Sono state pure
attivate procedure per medici in quiescenza e per specializzandi
per colmare le mancanze. È stato fatto, e viene fatto di tutto –
ha sottolineato – ma la difficoltà nel trovare tali figure non
può essere imputata esclusivamente alla sanità”.
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Fonte Ansa.it