
Il rintocco delle
campane nel cimitero di San Giuliano di Puglia alle 11.32,
accolto dal silenzio e commozione delle famiglie del paese
riunite nel luogo sacro con il sindaco Antonello Nardelli, ha
aperto la Giornata della Memoria, a 23 anni dal 31 ottobre del
2002 in cui morirono i 27 bambini e la maestra Carmela Ciniglio.
Un momento di dolore ancora vivo per la comunità del paese,
divenuta simbolo del terremoto in Italia. Con loro riuniti
vicino la campana degli Angeli, gli amministratori regionali con
il presidente Francesco Roberti, gli assessori e consiglieri del
Molise, i parlamentari con il senatore Claudio Lotito arrivato
da Roma, il vescovo della Diocesi del Basso Molise, mons.
Claudio Palombo, i sindaci del territorio, il prefetto di
Campobasso Lattarulo, i cavalieri di Malta e anche una
scolaresca arrivata da Bari.
Una preghiera corale quella che si è elevata questa mattina
da parte dei presenti per quegli alunni rimasti sepolti tra le
macerie di una scuola che, al contrario, avrebbe dovuto
proteggerli.
La benedizione del presule ha chiuso la cerimonia in cimitero
e dato il via al corteo verso il Parco della Memoria dove sono
state depositate corone di fiori davanti il pilastro “sopravvissuto” al crollo della Jovine, per l’occasione “abbigliato” con le bandiere dell’Italia e della Palestina in
segno di solidarietà con la popolazione di Gaza. “Sono passati
23 anni dal crollo della scuola, ci ritroviamo qui a rilanciare
il messaggio che i nostri figli ci hanno lasciato – dichiara
all’ANSA il sindaco del paese Antonello Nardelli -, perchè non
hanno lasciato solo un grande dolore che continua ma anche un
monito: quello che è accaduto a San Giuliano non deve più
accadere. Oggi possiamo dire che qui si è riunito in un unico
abbraccio il Molise”.
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Fonte Ansa.it