
(ANSA) – CAMPOBASSO, 23 FEB – “Il Comitato Pro Cardarelli,
cui aderiscono numerosi cittadini e molte figure tecniche,
esprime il proprio apprezzamento per le decisioni assunte dalla
struttura commissariale nel decreto che detta le linee guida per
l’erogazione delle prestazioni di radioterapia da parte delle
strutture contrattualizzate, nella convinzione che, quanto
stabilito dal decreto, peraltro in completa aderenza con quanto
previsto dai tariffari nazionali e regionali per tali
prestazioni, non debba avere ricadute sulla somministrazione
dei trattamenti specialistici, tasselli essenziali nel percorso
terapeutico dei pazienti oncologici”. E’ quanto afferma il
Comitato pro Cardarelli a proposito del contestato provvedimento
del commissario alla Sanità del Molise Donato Toma che da giorni
è al centro di polemiche sollevate soprattutto dal Gemelli
Molise. “Il Comitato intende, ancora una volta – si legge in una nota –
sottolineare che, in una regione in piano di rientro da un tempo
infinito, la salute dei cittadini si tutela solo con una
programmazione adeguata, tarata sui bisogni di salute, ed una
oculata razionalizzazione, che non significa taglio
indiscriminato della spesa sanitaria; diversamente da così, non
saremo più in grado di assicurare neanche i servizi basilari di
salute. Questo decreto, a nostro parere, risponde a tali criteri
di razionalizzazione della spesa sanitaria”.
Il comitato in difesa dell’ospedale di Campobasso esprime
apprezzamento per la possibile attivazione della Radioterapia
anche al Cardarelli, ipotizzata nei giorni scorsi da Toma: “Riteniamo che le dichiarazioni rese dal Commissario in merito
alla possibile apertura di un servizio di Radioterapia presso la
struttura pubblica siano di sicuro interesse, condividendo, a
tal fine, la scelta della struttura commissariale di effettuare
uno studio di fattibilità e valutazione dei relativi costi e dei
risultati, ricordando che presso l’ospedale Cardarelli sono
state da tempo realizzate le opere edilizie necessarie
all’allestimento del servizio e cioè il cosiddetto bunker.
Auspichiamo, infine, che le recenti dimissioni del
sub-commissario Papa non rappresentino un deterrente
all’applicazione di quanto approvato”. (ANSA).
Fonte Ansa.it