
Domina dall’alto il porto di
Termoli, fiancheggia la scalinata del folklore e “guarda” il
borgo antico e la torretta belvedere. Ha fatto parte della
storia della città ed oggi, dopo 40 anni di silenzio, torna a
nuova vita. E’ Palazzo Crema, l’imponente struttura che
campeggia alla fine del terzo corso e verso la banchina di riva
di cui sono iniziati i lavori. Ad annunciarlo, il ‘team’ di
architetti e ingegneri di Campomarino.
“Dopo oltre 40 anni di silenzio, ricuciamo una ferita aperta
nella città – dichiarano dallo studio Gammieri -. C’è un palazzo
che tutti abbiamo guardato mille volte, chiedendoci quando
sarebbe tornato a vivere. Quel giorno è arrivato. Palazzo Crema
riapre la sua storia: non come un luogo qualsiasi ma come
simbolo che torna a parlare alla città. Nessun colpo di spugna e
nessun eccesso: ricomponiamo l’immagine autentica dell’edificio,
lo rendiamo sismicamente più sicuro ed energeticamente più
efficiente, senza tradirne lo spirito. L’obiettivo è ridare
dignità a un luogo amato, oggi provato dal tempo e riqualificare
un’area centrale che merita di tornare spazio di incontro e
bellezza”.
La destinazione d’uso resta quella di sempre: residenziale
per il corpo principale, produttiva per il volume più basso e
meno pregiato sul fronte mare, dove storicamente erano presenti
un laboratorio di lavorazione della calce e una falegnameria che
i termolesi ricordano.
“Abbiamo ascoltato le sue pietre, ricomposto la memoria delle
sue fasi di cantiere, dei prospetti e degli elementi identitari,
che ci hanno guidato nelle nostre scelte concertate con la
Soprintendenza: colori sabbia/beige in armonia con il centro
storico – concludono gli architetti -. Non cercate volumetrie
nuove: non ce ne saranno”.
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Fonte Ansa.it