
Azione Universitaria
dell’Università del Molise esprime solidarietà al ragazzino
picchiato a sangue da un gruppo di coetanei nel Basso Molise e
lancia un appello a forze politiche, amministrazioni locali,
associazioni di categoria, al Terzo settore: “La giustizia non
resti solo un atto dei tribunali. Il fenomeno della violenza
giovanile richiede un fronte comune”. Il circolo studentesco
universitario chiede “un impegno straordinario affinché il
Molise non diventi terra di “vuoti educativi”.
“La repressione è il rimedio necessario al danno compiuto, ma
la politica ha il dovere di prevedere attraverso il recupero di
spazi di aggregazione e la promozione di modelli positivi.
L’Università e il mondo della scuola – si legge in una nota di
Azione Universitaria – sono fucine di legalità e non possono
restare spettatori. Sono fucine di civiltà dove il confronto
sostituisce lo scontro fisico. E’ tra i banchi che dobbiamo
invertire la rotta di questo dato preoccupante”.
L’applicazione, da parte della Questura di Campobasso,
dell’avviso orale a carico di tre dei quattro aggressori, in
quanto già quattordicenni, secondo il movimento universitario “dimostra che lo Stato c’è e risponde con fermezza. Appare
evidente la lungimiranza del Decreto Caivano, una riforma
coraggiosa e concreta. Quanto accaduto è un campanello d’allarme
assordante su un disagio generazionale che non può più essere
ignorato o derubricato a ragazzata”.
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Fonte Ansa.it